Consigli saloon, Bucci dal prefetto
Il rappresentante del gruppo misto: si ristabiliscano le regole
CHIETI. Enrico Bucci, capogruppo del Gruppo misto, denuncia la farraginosità con cui si svolgono i consigli comunali e si rivolge a, cuore aperto, al prefetto Fulvio Rocco de Marinis. «Affinché, attraverso il suo alto ufficio, consenta il rispetto di quelle norme e di quelle regole che dovrebbero sovrintendere ai lavori del consiglio comunale. É davvero odioso e intollerabile», tuona Bucci, «che non si possa celebrare una seduta di consiglio senza che vi sia il solito disturbo, il solito impedimento, le solite assenze e le solite offese alle persone e quindi allo svolgimento dei lavori». Emblematico l’andamento dell’ultima adunata civica della legislatura Di Primio condita da un violento alterco che ha visto contrapposti l’esponente del Gruppo misto e il collega di maggioranza Franco Di Pasquale, consigliere di Fratelli d’Italia. L’aula consiliare si è trasformata, per diversi minuti, in un saloon. Non a caso Bucci parla di un ultimo consiglio comunale svoltosi «in modo indecoroso, talché la istituzione ne esce fortemente offesa». Ciò non ha impedito a Bucci di intervenire, con dovizia di particolari, su uno degli ordini del giorno in scaletta: una serie di varianti urbanistiche predisposte, in particolare, per la retrocessione di terreni da edificabili ad agricoli. Ma una delle varianti era rivolta all’ex Conservatorio dell’Addolorata situato tra via Sant’Eligio e via Sette Dolori. «Argomento», precisa Bucci, «che sarebbe passato inosservato senza il mio intervento». Nel dettaglio Bucci ha ricordato come il Conservatorio dell’Addolorata è uno dei complessi architettonici di maggior valore della città situato nell’antico quartiere denominato Terranova. «Peraltro», sottolinea Bucci, «è l’ultimo insediamento collegato all’ambiente ecclesiale e assistenziale».La sua destinazione d’uso attuale era scolastica ma il Comune ha chiesto e ottenuto di modificarla nell’ottica di un più ampio progetto che dovrebbe portare studentati e servizi in quella zona. Secondo Bucci, «la genericità degli interventi suggeriti può determinare un grave danno alla memoria storica della città, proprio per via della fondamentale carenza del Piano per il centro storico tutt’altro che particolareggiato».
Per questi motivi il capogruppo del Gruppo misto auspica che venga stilato un nuovo Piano particolareggiato del centro storico, fermo al 1989, così da non ricorrere sempre a stucchevoli varianti urbanistiche, e chiede che si intervenga sul Conservatorio dell’Addolorata, in evidente stato di degrado, «secondo le regole del restauro conservativo e delle destinazioni che questo consente».(j.o.)
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