Consiglio comunale Ai vigili negato di prendere la parola

Scoppia la bagarre. Forte: «Il loro intervento superfluo» Di Lena: di fronte all’ennesima chiusura ce ne siamo andati
VASTO. Battibecchi, offese e tanta bagarre al consiglio monotematico convocato per discutere delle problematiche della polizia municipale e rinviato a data da destinarsi (forse sabato) per consentire a tutte le sigle sindacali di essere presenti. Tra il pubblico anche una delegazione del comando di corso Italia formata da sei agenti ed ufficiali, ma a nessuno di loro è stato consentito di intervenire nonostante le reiterate richieste delle minoranze, circostanza che ha spinto i vigili ad allontanarsi dall’aula non senza aver espresso il proprio disappunto ad alta voce. É finito così, dopo tre ore di accese (e inutili) discussioni, il consiglio comunale che avrebbe dovuto ricomporre la delicata vertenza sfociata il 24 settembre scorso in una manifestazione di piazza con tanto di corteo, fischi e striscioni.
«Avremmo voluto intervenire per dire la nostra su una serie di punti sollevati dal sindaco Luciano Lapenna», commenta il tenente Antonio Di Lena, «ma ci è stato impedito tirando in ballo l’aspetto sindacale che non c’entra niente. É assurdo che in un consiglio comunale convocato per discutere dei problemi della polizia municipale, i propri rappresentanti non possano intervenire. Abbiamo preso atto dell’ennesima chiusura e ce ne siamo andati». Di brutta figura parlano le minoranze. «La baraonda che è andata in scena oggi (ieri ndc), era inevitabile», annota Mario Della Porta (centrodestra), «dal momento che la maggioranza ha convocato un consiglio per discutere di una vertenza così importante senza presentare un ordine del giorno».
In effetti, fatta eccezione per quello presentato da quattro consiglieri di minoranza (Massimo Desiati, Andrea Bischia, Etelwardo Sigismondi e Davide D’Alessandro), non c’era un documento alternativo della maggioranza da mettere ai voti. In compenso, qualche giorno prima dell’assemblea cittadina, è circolato un sms (spedito dalla segreteria del sindaco) con cui i consiglieri del centrosinistra venivano invitati ad “intervenire per difendere e sostenere l’operato dell’amministrazione comunale”, la cui correttezza è stata ribadita in aula dal primo cittadino a cui sono andati gli auguri di buon lavoro per il nuovo incarico di presidente dell’Anci Abruzzo. Secondo Lapenna «la difficile vertenza con la polizia municipale affonda le sue radici nel passato ed, in particolare, nello spropositato numero di graduati presenti al Comando». Il sindaco ha difeso l’amministrazione («abbiamo operato nel giusto, da parte nostra c’è sempre stata grande attenzione alle problematiche del corpo»), si è detto possibilista sulla revisione del contratto integrativo («ma solo se c’è l’accordo di tutte le sigle sindacali») e pronto a «sedersi ad un tavolo con tutti per rivedere l’istituto della pronta reperibilità». Lapenna è stato però categorico nel negare la possibilità ai vigili presenti in aula di intervenire. Anche per il presidente del consiglio Giuseppe Forte che all’inizio della seduta ha letto il documento firmato da 24 vigili dare loro la parola sarebbe stato «superfluo ed inopportuno».
Anna Bontempo
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