Consiglio comunale con scintille sul caso ex Burgo

CHIETI. La vertenza ex Burgo infiamma il consiglio comunale che, però, viene sciolto di nuovo, per mancanza del numero legale, malgrado la seduta fosse riunita in seconda convocazione e sarebbero...
CHIETI. La vertenza ex Burgo infiamma il consiglio comunale che, però, viene sciolto di nuovo, per mancanza del numero legale, malgrado la seduta fosse riunita in seconda convocazione e sarebbero bastati 14 consiglieri per evitare un altro sperpero di denaro pubblico. E invece i consiglieri sono andati a casa in anticipo dopo la trattazione dell’ordine del giorno, sul caso ex Burgo, presentato da Emiliano Vitale. Il capogruppo forzista, con una provocazione, chiedeva alla Burgo di abbassare, entro 60 giorni, i costi dei terreni di via Piaggio su cui prima insisteva la cartiera. Una richiesta peraltro già accordata nei giorni scorsi dall’azienda su insistenza dei sindacati. In caso contrario veniva “minacciata” una trasformazione degli stessi terreni in agricoli. Un aut-aut che non è piaciuto a Gianni Di Labio che, presa la parola in aula, ha parlato addirittura di presunti fini estorsivi, ai danni dell’azienda, sottintesi nell’ordine del giorno. Rivisto e corretto in corso d’opera da Vitale anche su indicazione del centro sinistra. Che, comunque, ha abbandonato l’aula, facendo sciogliere la seduta, al momento del voto dell’ordine del giorno stesso. Il sindaco intanto, una volta appresa l’apertura della Burgo pronta a portare da 72 a 50 euro al metro quadrato i terreni di via Piaggio, rilancia e incontra l’ingegner Domenico Merlino, progettista di In.Te che prevede nuovi insediamenti produttivi nell’ex Burgo. «Dopo la sciagurata chiusura, facilitata dal centrosinistra che governava Chieti, è arrivato il momento- dice Di Primio- di trasformare la speranza degli ex dipendenti Burgo in posti di lavoro». (j.o.)

