Consiglio fantasma, il presidente Febo nel mirino dei suoi

Il chiarimento: un malinteso, assemblea mai convocata Ma una parte della maggioranza continua ad attaccarlo
CHIETI. La polemica è grossomodo basata sul nulla. Il fatto che monti, è segno di quanto siano tesi i nervi nella maggioranza di centrosinistra e liste civiche che governa Chieti. Nell’occhio del ciclone, suo malgrado, stavolta finisce il presidente del consiglio Luigi Febo, colpito dal fuoco amico per un consiglio comunale mai convocato. L’assemblea in questione è quella che avrebbe dovuto onorare la memoria di Raffaele Fraticelli, poeta teatino e simbolo della teatinità, del quale quest’anno ricorre il centenario.
IL CASUS BELLI
Fraticelli, nato a Chieti nel 1924 e venuto a mancare a 97 anni nel 2021, avrebbe compiuto un secolo di vita proprio martedì 9 gennaio, giorno per il quale è stata organizzata una celebrazione che vede collaborare, tra gli altri, Comune, curia e università d’Annunzio. A sollevare il polverone è stato l’inserimento su un manifesto, tra gli appuntamenti, dell’evento al teatro Marrucino: “Consiglio comunale straordinario sulla figura e l’opera del poeta”. E da qui è scaturita la sollevazione, visto che di convocazione di un consiglio, con relativa conferenza dei capigruppo propedeutica, non c’era traccia.
GLI ATTACCHI A FEBO
Nell’occhio del ciclone finisce il presidente dell’assemblea, Febo, esponente del Pd eletto con la lista civica “Chieti per Chieti”. Su di lui piovono accuse di non saper svolgere il proprio ruolo, di essere a digiuno dei regolamenti. Singolare è che queste accuse non arrivano solo dall’opposizione, ma anche da consiglieri che in teoria starebbero nella coalizione del sindaco Diego Ferrara. Febo taglia subito corto, spiegando che in realtà non ha convocato nessun consiglio. Eppure gli si chiede una «spiegazione motivata ai sensi del comma 5 articolo 9 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale».
IL FUOCO AMICO
Richiesta che in calce vede come primo firmatario Filippo Di Giovanni, Pd, a lungo dato come “assessore in pectore” ma sorpassato al fotofinish da Massimo Cassarino. C’è Silvia Di Pasquale del polo civico che esprime il vicesindaco, Paolo De Cesare. Ci sono Enrico Iezzi e Alberto Chiavaroli, eletti con la lista “Ferrara Sindaco”. C’è Barbara Di Roberto di Azione, che alle elezioni regionali è parte integrante della coalizione di centrosinistra. È una sorta di “pre-mozione di sfiducia”? «Speriamo di non arrivarci», rincara la dose Vincenzo Ginefra del polo civico, «ma bisogna far capire al presidente del consiglio comunale che deve essere più presente, deve dare più peso al suo ruolo».
NERVI SEMPRE TESI
Una vicenda che Febo preferisce non commentare. «Ho inoltrato ai consiglieri un invito che mi è pervenuto dalla segreteria del sindaco», dice, «non capisco di cosa si parli, visto che non c’è stata nessuna convocazione di consiglio comunale e di cosa io debba rispondere. È brutto anche che si crei questo inutile polverone sul nome di Fraticelli che l’amministrazione intende onorare». Il caso non esiste, in sostanza. Ma se un caso inesistente solleva un polverone del genere, è evidente che la maggioranza continua a scricchiolare, e non poco, dopo la nomina dei nuovi assessori.
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