Consorzio, 400mila euro di canoni mai pagati
Morosi individuati dal commissario, ma il debito dell’ente è molto più alto La Consulta delle associazioni chiede soluzioni per non gravare sugli agricoltori
VASTO. Una schiera di morosi non ha mai pagato i canoni consortili. È l’ultima scoperta del commissario del Consorzio di Bonifica sud, Rodolfo Mastrangelo. Lo ha confermato alla Consulta delle associazioni del Consorzio, nel corso della riunione convocata per discutere del problema dei pesantissimi aumenti consortili. Mastrangelo ha accennato alla possibilità di recuperare circa 400mila euro dai pagamenti arretrati mai riscossi. È comunque poco rispetto al debito dell’ente. I responsabili delle associazioni, nel ribadire l’assurdità degli aumenti, hanno fatto le loro proposte. Il presidente Cia Chieti-Pescara, Nicola Antonio Sichetti, ha portato sul tavolo due richieste: assicurare il servizio per la prossima campagna irrigua e ridurre, in maniera cospicua, gli aumenti della tariffa consortile, portata al 57% dalla delibera del 12 dicembre scorso voluta, in maniera unilaterale, dall’ex commissario Giampiero Leombroni. Per Sichetti «l’unico modo per arrivare alla riduzione dei canoni è far ricorso a un fondo regionale. Una “una tantum” che permetta di tamponare la situazione relativa al 2016, in cui i bilanci del Consorzio prevedono un’entrata di 3.000.090 euro dai canoni consortili». Cia Chieti-Pescara chiede, inoltre, che tutte le risorse che entreranno nelle casse del Consorzio nel corso dell’anno, grazie al piano di risanamento e al piano industriale del commissario, siano impiegate per diminuire in maniera sostanziosa la seconda e terza rata del canone. In merito al fondo regionale, l’associazione ha cercato una sponda politica interessando sia il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, sia l’assessore regionale alle politiche agricole, Dino Pepe. Entrambi si sono impegnati a studiare a fondo la materia, cercando di rintracciare possibili risorse a sostegno dei disastrati bilanci consortili ed evitare così che il mondo agricolo venga lasciato solo a pagare per colpe che non ha commesso.
Per la Copagri Chieti, rappresentata dal presidente Aquilino Mancini e da Tommaso Dell’Oso, componente della Consulta agricola, va ridotto sensibilmente l’aumento dei canoni. Per raggiungere lo scopo Copagri ritiene sia necessario destinare le entrate recuperate al bilancio corrente, garantendo l’avvio del servizio irriguo e massimizzando la collaborazione della Consulta agricola. Il presidente di Confagricoltura Chieti, Mauro Lovato, e Mauro Mucci hanno preso spunto dall’individuazione dei morosi per chiedere in primis il recupero di 400mila euro di canoni mai pagati. «È inoltre necessario cercare di accedere a un fondo regionale, per abbassare la corresponsione a carico degli agricoltori», afferma Confagricoltura, «se possibile sarebbe opportuno suddividere in due parti l’ultima rata e verificare la possibilità, a seconda delle entrate, di diminuire o azzerare una delle due rate o considerarla come un anticipo del pagamento dei canoni del 2017».
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