Consorzio Bonifica, sì alla revoca
Il Tar boccia il ricorso degli ex membri commissariati da D’Alfonso
CHIETI. La Regione non ha forzato la mano quando ha commissariato il Consorzio di bonifica Centro travolto da un’inchiesta giudiziaria. È quanto emerge da una sentenza del Tar di Pescara che ha bocciato il ricorso contro la Regione presentato da Mauro Petrucci, Valerio De Francesco, Gianni Tatilli e Augusto Cavuti, già membri del consiglio dei delegati del Consorzio di bonifica. «Sono molto soddisfatto», commenta il governatore Luciano D’Alfonso, «poiché la magistratura ha confermato la validità dell’azione di scioglimento degli organi direttivi e di commissariamento intrapresa dalla Regione».
Oggetto dell’esposto dei 4 ricorrenti era la richiesta di annullamento di tre provvedimenti: il decreto con cui D’Alfonso aveva disposto lo scioglimento degli organi di amministrazione del Consorzio di bonifica e la conseguente nomina di un commissario regionale; una nota contenente l’indirizzo di disporre il commissariamento; un’altra nota della Regione con cui era stata affermata la nullità di una delibera del Consiglio dei delegati. Le decisioni della Regione erano arrivate dopo le misure cautelari disposte dalla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila nell’ottobre 2016. Secondo il collegio giudicante (Alberto Tramaglini, presidente; Massimiliano Balloriani, consigliere estensore; Lucia Gizzi, primo referendario) «il ricorso è infondato».
Quanto al fatto che la Regione avrebbe illegittimamente disposto lo scioglimento anche del Consiglio dei delegati e quindi di un organo che non rientrerebbe, in ipotesi, tra quelli di amministrazione del Consorzio di bonifica, i giudici hanno rilevato che «anche il Consiglio dei delegati rientra a pieno titolo tra gli organi di amministrazione del consorzio».

