Contestazione in consiglio Di Primio difende i tagli

29 Maggio 2018

Il centrodestra trova l’accordo per andare avanti con le riduzioni: ecco la lista  Il sindaco: intervento necessario per salvare il Comune. L’opposizione: un disastro

CHIETI. Tensione e contestazione. E discussione fino a tarda notte. Alle 23 di ieri la seduta aveva dato il via libera solo ai bilanci di Chieti Solidale e del teatro Marrucino. La maggioranza del sindaco Umberto Di Primio, almeno per queste prime votazioni ha tenuto, riuscendo ad assorbire anche i mal di pancia dei consiglieri contrari alle riduzioni sui servizi sociali. È servito, però, un richiamo all’ordine di Di Primio con il suo «ci metto la faccia», «mi prendo la responsabilità dei tagli per non far saltare il Comune».
STOP IN APERTURA. All’inizio della seduta c’è stata subito una interruzione. Di fronte ai cartelloni di protesta e all’ottantina di persone arrivate in aula, il consigliere Bruno Di Paolo (Giustizia sociale) ha chiesto un break per parlare con la gente. Proposta accettata. Il sindaco ha risposto alle domande di due esponenti del Comitato cittadino anti-tagli, di Francesco Lapenna di Casapound e dei sindacalisti Silvio Di Primio (Usb) e Paola Puglielli (Cgil). Poi la seduta è ripresa con il bilancio di Chieti Solidale, che passa nonostante le astensioni in maggioranza di Mario De Lio, Roberto Melideo, Diego Costantini e Stefano Rispoli. Via libera anche al bilancio del teatro. A seguire è partita la discussione sul Dup, con l’emendamento del consigliere Udc Marco Russo, che presenta la lista di ciò che viene tagliato e ciò che resta uguale. Prima del voto sul Documento di programmazione, che prevede 229mila euro di tagli al sociale, ha preso la parola il sindaco Di Primio.
I 44 MINUTI DEL SINDACO. Partono 44 minuti di difesa appassionata del proprio operato. Il sindaco spazia dalle grandi opere (la rifunzionalizzazione delle ex caserme, i 150 posti letto del nuovo studentato che riporterà gli universitari in centro), all’aumento delle presenze turistiche in città, alla sinergia con l’università d’Annunzio e ai 40 milioni di investimento nei prossimi 3 anni e infine ai tagli del governo. L’84% in meno dal 2010 al 2017 pesano non poco: nel 2010 a Chieti erano arrivati 15 milioni di euro, nel 2017 solo 2. A tutto questo vanno aggiunte le tasse non pagate e le minori entrate. Di qui la necessità dei tagli. L’opposizione si è fatta sentire con il forcing di Luigi Febo, Alessandro Marzoli, Alessio Di Iorio del Pd, Enrico Raimondi dell’Altra Chieti, Ottavio Argenio dei 5 Stelle e Bruno Di Paolo di Giustizia sociale.
LA LISTA DEI TAGLI. Questi i servizi che non verranno toccati: l’assistenza domiciliare per i disabili, per cui il Comune conta di spendere 280mila euro, l’assistenza domiciliare integrata (75mila euro), il servizio di inclusione sociale (74.451 euro), il servizio Abruzzo include (120mila euro), il Nucleo tutela minori (2mila euro), le residenze temporanee di sollievo per persone disabili non autosufficienti (45.500 euro), gli interventi regionali per la vita indipendente (36mila euro), il progetto Home Care Premium (581.400 euro). Ecco quello che invece verrà tagliato. La percentuale più piccola è quella del 3% in meno all’assistenza domiciliare per gli anziani (200mila euro previsti). Percentuale bassa, del 6%, anche per il Centro servizi immigrati (30mila euro previsti). Si sale al 10% in meno per il Punto unico di accesso (22mila euro), Unità di valutazione multidimensionale (18mila euro), Pronto intervento sociale (10mila euro), il Servizio di affido familiare (14mila euro) e l’assistenza domiciliare educativa (120mila euro). Il servizio di trasporto (100mila euro previsti) verrà tagliato del 13%. Del 15% quello delle residenze per minori (200mila euro). Meno 19% per l’Informagiovani (40mila euro). Si taglia del 20% il servizio per le residenze per anziani (40mila euro). Meno 23% per il Centro famiglia (38mila euro). Si tagliano del 25% il servizio integrazione sociale (104mila euro previsti) e la rete di invecchiamento attivo (20mila euro). Verranno tagliati del 27% i due Centri diurni per minori (74mila euro previsti per I ragazzi del muretto e 84mila per il Centro aggregativo polifunzionale). Meno 33% per il Segretariato sociale (58mila euro). Taglio ancora maggiore, del 39%, per le ludoteche (67mila euro) e infine del 50% per l’ufficio di piano (31.169 euro previsti).
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