Conti correnti prosciugati, altre vittime

21 Maggio 2020

Salgono a 8 i teatini truffati: a uno di loro sono stati portati via 6mila euro. Ecco i consigli per non cadere nella trappola

CHIETI. Si allunga l’elenco dei teatini truffati dai finti impiegati di banca che, attraverso sms, telefonate e mail, riescono a farsi consegnare con l’inganno i codici segreti e a prosciugare i conti correnti. Altre due vittime, ieri mattina, hanno presentato denuncia in questura: a una di loro sono stati portati via 6mila euro, all’altra 300. Sale dunque a otto, in appena tre giorni, il numero delle persone cadute nella trappola per un totale di 18mila euro spariti. Ma il sospetto è che i raggirati siano molti di più, non solo a Chieti ma in tutta Italia. Ecco perché la polizia, con l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, diretto dal vice questore aggiunto Antonello Fratamico, torna a lanciare l’allarme.
Il meccanismo è sempre lo stesso. Gli utenti ricevono mail o sms apparentemente inviati dall’istituto di credito, contenenti anche i loghi della banca, che – annunciando un blocco del conto corrente per un tentativo di frode – invitano a cliccare su un link per riattivarne l’operatività. In realtà, il link porta a una pagina simile a quella della banca, anche in questo caso con tanto di loghi, ma completamente controllata dai malviventi, dove viene richiesto di inserire le credenziali di accesso al conto corrente. Significa che il cliente, digitando i dati, li consegna nelle mani dei criminali. Grazie ai nuovi sistemi di sicurezza, neppure queste informazioni bastano per arrivare al denaro: occorrono dei codici che recapitati per sms sul cellulare del titolare. Ecco perché i truffatori si spacciano per impiegati della banca e contattano il malcapitato attraverso VoIP, una tecnologia che permette di telefonare sfruttando internet e di fare apparire sul cellulare del destinatario un numero fittizio che può coincidere anche con quello della banca. L’obiettivo dei malviventi è arrivare al codice segreto appena inviato dal sistema con l’sms. Se l’utente cade nel tranello e comunica il pin, i pirati informatici sono in grado di configurare l’applicazione della banca sul proprio telefono e, di fatto, sostituirsi al vero cliente. In altre parole: possono fare bonifici e prelievi di denaro contante direttamente agli sportelli bancomat in modalità «cardless», ovvero senza usare la carta.
Nel caso del cliente che ha visto volatilizzarsi 6mila euro, il conto corrente è stato svuotato con un bonifico e due prelievi fatti a pochi minuti di distanza.
La polizia di Stato ricorda che «la banca non chiede mai codici d’accesso ai propri clienti. Non bisogna entrare su internet tramite link trasmessi via mail o sms: l’indirizzo web dell’istituto di credito va inserito direttamente nel browser».