Conti in rosso in Comune Stangata da 200mila euro

CHIETI. Il decreto del Direttore centrale della finanza locale dell’11 ottobre non lascia più possibilità di manovra al Comune di Chieti che appare definitivamente nella lista dei 126 Comuni, su...
CHIETI. Il decreto del Direttore centrale della finanza locale dell’11 ottobre non lascia più possibilità di manovra al Comune di Chieti che appare definitivamente nella lista dei 126 Comuni, su circa 8.000, sanzionati per aver sforato il Patto di stabilità interno relativo al 2015. La buona notizia è che però, da quando lo stesso sindaco Umberto Di Primio ha dovuto annunciare mesi fa che il suo Comune aveva sforato il Patto di stabilità, la sanzione si è ridotta a meno di un terzo. Secondo il decreto, infatti, la sanzione originaria ammontava a 711.900 euro, quella applicata è invece di 202.900 euro.
Il motivo della riduzione sta nel fatto che sono state detratte dal totale le spese che il Comune ha dichiarato di aver sostenuto per interventi di edilizia scolastica. Per l’entità della sanzione applicata, la città amministrata dal vicepresidente nazionale dell’Associazione dei Comuni italiani, risulta venticinquesima nella classifica delle amministrazioni comunali che sono state poco virtuose, classifica nella quale Chieti è l’unico capoluogo di provincia insieme a Venezia (sarebbe stata al settimo posto se la disposizione fosse rimasta quella originaria).
La sanzione decisa dal ministero dell’Interno retto da Angelino Alfano si applica con una detrazione che lo Stato attua direttamente sulle somme annualmente trasferite ai Comuni sotto forma di Fondo di solidarietà comunale. Oltre ai minori trasferimenti c’è anche una serie di altre prescrizioni alle quali l’ente dovrà assoggettarsi. Verrà ridotto, infatti, anche un altro fondo in favore dei comuni, il cosiddetto Fondo sperimentale di riequilibrio.
L’amministrazione non potrà impegnare spese correnti in misura superiore alla media delle spese sostenute nell’ultimo triennio. Non potrà ricorrere all’indebitamento per gli investimenti. Non potrà procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. E, infine, dovrà tagliare del 30% le indennità e i gettoni di presenza del sindaco, del presidente del consiglio comunale, degli assessori e dei consiglieri comunali. (a.i.)

