Continua a maltrattare la moglie: deve stare lontano un chilometro

10 Dicembre 2022

L’uomo, 51enne di Vasto, era già stato condannato a un anno e 4 mesi per violenze in famiglia A novembre scorso una nuova denuncia. Ora il giudice dispone l’allontanamento dall’abitazione 

VASTO. L'alcol era la causa scatenante dei continui maltrattamenti verso la moglie che da circa un anno viveva un vero e proprio incubo. L'11 novembre scorso l'ultima denuncia della vittima. Ieri il giudice del tribunale di Vasto, Silvia Lubrano, in accoglimento delle richieste del pm Vincenzo Chirico, ha disposto per N.F., 51 anni, di Vasto l'allontanamento dalla casa familiare. All'uomo è stato vietato di essere presente nei luoghi abitualmente frequentati dalla moglie mantenendo una distanza di almeno mille metri da lei. N.F. non potrà comunicare in nessun modo con la donna.
Il 51enne non perdeva occasione per andare su tutte le furie per banali motivi coprendo di insulti e con i peggiori epiteti la moglie. In talune circostanze era anche arrivato a mettere le mani addosso alla donna minacciandola di uccidere lei e i figli qualora avesse chiesto la separazione. L'ordinanza del magistrato racconta il calvario della vittima costretta spesso per paura a rinchiudersi nella sua camera. Ad aggravare la posizione dell'indagato c'è la recidiva. N.F., infatti, era già stato condannato a un anno e 4 mesi per maltrattamenti in famiglia dal tribunale di Vasto. Nonostante questo, la moglie aveva permesso all'uomo di tornare a casa nella convinzione che si fosse pentito. L'estate scorsa, invece, il cinquantunenne ha ricominciato a bere e a maltrattare la moglie.
Tantissimi gli episodi raccontati dalla vittima. Nelle ultime settimane l'uomo era diventato ancora più violento. Il 6 novembre davanti al figlio, N.F. ha ribadito che se gli fosse stata notificata una richiesta di separazione avrebbe ucciso lei e tutta la famiglia. Il lungo elenco di aggressioni confermate dai figli della coppia ha convinto i giudici che se fosse stato lasciato in condizioni di interloquire con la moglie l'indagato avrebbe potuto pregiudicare la genuinità delle indagini. «È concreto il rischio che l'indagato vivendo con la moglie», scrive il giudice Lubrano, «la minacci per indurla a ritrattare». Anche in passato la donna ha taciuto le violenze subite evitando di andare dal proprio medico per vergogna anche quando le aggressioni del marito le hanno procurato un occhio nero, la mandibola gonfia e segni sul collo. Martedì prossimo N.F. dovrà comparire davanti al gip per la convalida del provvedimento.
La vicenda purtroppo è solo l'ultima di una lunga serie di episodi analoghi accaduti negli ultimi mesi a Vasto e nel territorio. L'8 ottobre la Corte d'appello dell'Aquila ha confermato la pena di due anni e mezzo per un 52enne di Vasto. Un mese fa il gip Fabrizio Pasquale ha ordinato il Codice rosso per un professionista di Scerni che aggrediva la sorella. ©RIPRODUZIONE RISERVATA