Continua la caccia al rapinatore dell’ufficio postale

27 Maggio 2018

BOMBA. Continuano le indagini dei carabinieri per riuscire a dare un nome al bandito che venerdì mattina ha messo a segna la rapina nell’ufficio postale di via Matteotti. Diversi sono gli indizi che,...

BOMBA. Continuano le indagini dei carabinieri per riuscire a dare un nome al bandito che venerdì mattina ha messo a segna la rapina nell’ufficio postale di via Matteotti. Diversi sono gli indizi che, come tessere di un puzzle, dovranno essere messi insieme. Venerdì, alle 9, nell’ufficio postale entra un uomo con una pistola in mano, vestito di nero e in testa un casco bianco integrale. «Questa è una rapina», urla in italiano con un cenno di flessione dialettale locale. Ma sia la cassaforte sia la cassetta Atm Postamat sono a tempo e, per l’apertura, ci vogliono diversi minuti. Sale la tensione, i clienti e la cassiera sono impietriti.
È a questo punto che il bandito si fa consegnare i soldi che sono in cassa, circa 500 euro; esce e si dilegua a piedi nelle viuzze del quartiere Sant’Anna. Lì si sono perse le sue tracce. Le telecamere interne all’ufficio postale, purtroppo, non sono funzionanti. Il primo ad arrivare è stato il maresciallo Vito Giallorenzo, comandate di stazione di Bomba, che si trovava in zona. Il sottufficiale, dopo aver raccolto alcune informazioni, si è diretto verso Sant’Anna. Poi sono arrivate altre pattuglie da Borrello e Atessa e sono stati disposti posti di blocco. (m.d.n.)