Continua la protesta sulla neuropsichiatria

Le associazioni insoddisfatte per la risposta della Asl sul reparto infantile: «Non veniamo considerate»
CHIETI. Continua l’agguerrita “battaglia” delle associazioni di rappresentanza verso il dirigente generale della Asl Lanciano Vasto Chieti Thomas Schael, per risolvere le problematiche e le carenze del reparto di neuropsichiatria infantile. Le associazioni avevano in precedenza annunciato una protesta davanti all’ospedale di via dei Vestini lo scorso 15 marzo, per dare ampio risalto alla questione di fronte all’opinione pubblica.
Atto che avrebbe dovuto incentivare l’istituzione di un tavolo tecnico con la Azienda sanitaria locale e con i responsabili della neuropsichiatria e pediatria per risolvere le problematiche sollevate. A firmare la protesta erano state diverse associazioni di rappresentanza, tra le quali Cromosoma della felicità, Inclusiamo, Aido di Chieti, Comitato spontaneo mamme e Comitato civico salute pubblica di Chieti.
La manifestazione è stata tuttavia bloccata in anticipo, in seguito alla risposta arrivata dal direttore generale Schael, che aveva programmato un incontro con loro fissato per lo scorso 23 marzo. «In verità», scrive Federico Gallucci, presidente delle associazioni La Gente d’Abruzzo e Theate magnum, «tale incontro si è palesato come nulla più che una semplice, cordiale ed informale chiacchierata tra pochi amici».
Secondo quanto riportato da Gallucci sono state escluse dall’incontro la maggior parte delle associazioni che stanno portando avanti la “battaglia” della neuropsichiatria infantile. Una non considerazione vista agli occhi delle associazioni come «una palese non volontà da parte del direttore generale di costruire insieme un percorso di dialogo costruttivo e condiviso», prosegue Gallucci, «finalizzato alla concreta individuazione di una risolutiva risposta alle problematiche lamentate». Nota anche per l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verrì, per un atteggiamento di «incomprensibile indifferenza sino ad oggi mantenuto», conclude Gallucci. (e.g.)
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