Contratto ateneo, anche i prof protestano

Salta l’accordo decentrato. E nella foto della manifestazione di sabato compaiono due docenti
CHIETI. Niente accordo sulla contrattazione decentrata all’università d’Annunzio. Ieri mattina si è svolta una nuova riunione sindacale per tentare di arrivare alla sottoscrizione dell’accordo integrativo 2015, ma anche questa volta i sindacati non hanno accettato la proposta del vertice dell’ateneo teatino-pescarese. «L’ipotesi di Contratto collettivo integrativo sottoposto a negoziazione«, ha commentato a fine incontro il segretario territoriale Csa Cisal, Goffredo De Carolis, «viene giudicata irricevibile considerata la reiterazione dell’attacco agli istituti contrattuali di natura giuridica ed economica previsti dal Contratto collettivo nazionale di lavoro, primo dei quali l’Indennità accessoria mensile». Ricordiamo che il via libera da parte sindacale era arrivato sulla proposta d’accordo firmata il 29 luglio scorso che prevedeva proprio il reintegro dell’Ima. Quell’accordo, però, è stato bocciato dal collegio dei revisori dei conti e da allora si sta tentando, invano, di arrivare a una nuova intesa. Intendersi sarà comunque difficile visto il clima fortemente surriscaldato che si vive in ateneo. Due giorni fa c’è stata una nuova protesta dei dipendenti, in occasione della giornata mondiale di mobilitazione studentesca, nel corso della quale in tutti gli atenei italiani si sono svolte assemblee contro la Legge di stabilità che sta per essere approvata. Alla d’Annunzio l’assemblea si è svolta nel campus teatino con alcuni dipendenti che hanno donato anche il sangue per protesta, a simboleggiare che ormai non è rimasto altro da dare a fronte dei reiterati prelievi di risorse vitali. L’assemblea si è chiusa con una foto di gruppo, in cui sono spuntate a sorpresa anche le facce di due professori di peso: il preside Stefano Trinchese e il direttore del museo universitario Luigi Capasso.

