«Controllate spesso quel cantiere»

Fondovalle Sangro: il deputato D’Alfonso (Pd) replica al sindaco di Gamberale
GAMBERALE. Botta e risposta tra Maurizio Bucci, sindaco di Gamberale e segretario leghista della provincia teatina, e il deputato Luciano D’Alfonso (Pd) sui lavori di completamento della Fondovalle Sangro. «Posso ufficialmente smentire», ha detto Bucci, «qualsiasi situazione di blocco a D’Alfonso: probabilmente le sue fonti lo hanno male informato e può stare tranquillo perché la situazione del cantiere è costantemente monitorata essendo per tutti noi un’opera strategica di primaria importanza e che ad oggi malgrado l’inconveniente legato alla presenza del gas nel sottosuolo sono state effettuate tutte le operazioni tecnico/amministrative necessarie al proseguimento della realizzazione della strada».
Ma D’Alfonso chiede a Bucci di rispondere a queste domande con un sì o con un no: «È vero che il cantiere della Fondovalle Sangro come da contratto doveva terminare nel 2022? È vero che oggi, alla fine del primo trimestre 2023, il cantiere è stato completato soltanto per il 51%? È vero che ci sono state due sorprese, una per il lavoro in galleria a causa della famosa sacca di metano, e l’altra per quanto riguarda il costo dei materiali? È vero che siamo in attesa di una perizia di variante per almeno 20 milioni? È vero che ci vorranno almeno altri 24 mesi di lavori rispetto alla scadenza iniziale? C’è qualcuno che può escludere da oggi in avanti ulteriori sorprese?». D’Alfonso si dice disponibile, «qualora il neo segretario provinciale della Lega avesse difficoltà» a rispondere alle sei domande, di aiutarlo. «Mi sono permesso», aggiunge D'Alfonso, «di invocare attenzione e monitoraggio costante sul cantiere della Fondovalle perché quest’opera l’abbiamo fatta finanziare noi come giunta regionale dalla A alla Z, l’abbiamo fatta progettare, l’abbiamo fatta esitare favorevolmente con tutti i pareri e mi dispiace che questa creatura adesso sia senza genitori e circondata da distrazione. Consiglio», afferma il deputato del Pd, «una visita di monitoraggio ogni 60 giorni come se fosse una commissione di collaudo in corso d’opera, per non lasciare soli impresa e stazione appaltante, poiché pochi credevano all’opera e molti volevano impiegare i 190 milioni in regalie di basso conio per coltivare rapporti di amicizia associativa, come sa fare questa Regione in scadenza, soprattutto durante le vacanze natalizie».
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