Controlli a tappeto in città, nove denunce

La polizia locale effettua 50 fermi al giorno per verificare il rispetto delle disposizioni di contrasto al virus
LANCIANO . C'è chi non sa rinunciare a mangiare un certo tipo di alimento. Chi esce per andare in farmacia e invece fa il giro dei quartieri. Sono 9 finora i denunciati in città dalla polizia municipale per violazione delle misure per il contrasto della diffusione del Covid-19. I controlli sono a tappeto, sull'ordine di una cinquantina di fermati in media ogni giorno. Verifiche anche negli esercizi commerciali. E se da un lato i commercianti si sono dimostrati da subito collaborativi, dall'altro si nota che i più indisciplinati sono i cittadini, per lo più adulti e, diversi, anche anziani.
«Il primo periodo», sottolinea il comandante, Guglielmo Levante, «è stato difficile spiegare agli anziani che non potevano più uscire per prendere aria. Rispetto a quando abbiamo avviato i controlli (partiti subito dopo l'emanazione del primo decreto del presidente del Consiglio, l'11 marzo ndc) ora abbiamo più certezza degli elementi per cui contestare la condotta illecita, ma a parte il rispetto del precetto normativo, dobbiamo capire che possiamo essere noi cittadini delle minacce per gli altri e che il nostro comportamento può aggravare il sistema sanitario a danno di persone più fragili. Fermo restando che non esiste il rischio zero, non ci si deve esporre nemmeno ad una distorsione della caviglia».
Tra gli indisciplinati si è fatto notare il caso del signore che voleva andare a Castel Frentano per comprare le mozzarelle. «Quelle di Lanciano non mi piacciono», ha detto agli agenti increduli. Nei giorni scorsi una coppia di residenti del padovano, ma tornati da metà gennaio a Pietraferrazzana, è stata fermata a Lanciano. I due cercavano di comprare un telefonino in un negozio dell'hinterland poi trovato chiuso, e volevano controllare nel frattempo anche il saldo in banca in pieno centro. Una signora invece è stata denunciata perché stava andando a pregare in chiesa. «Ci sono diverse tipologie di situazioni», spiega il vice comandante Maurizio Mucciante, «quelle dove la legge è chiara e quelle, ad esempio il fatto di portare il cane a fare i bisogni, dove non si può stabilire con certezza la distanza da percorrere. Nei casi incerti facciamo comunicazione alla procura e sarà quest'ultima a fare il decreto penale di condanna. Ricordiamo che si rischia l'arresto fino a 3 mesi o ammenda fino a 206 euro. E la situazione si complica se sono state rese dichiarazioni false e mendaci». (d.d.l.)
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