Controlli alle caldaie, scoperti 262 furbetti

29 Dicembre 2019

L’amministrazione Di Primio a caccia dei morosi: pignoramento dello stipendio per chi non paga neanche dopo i solleciti

CHIETI. Arriva il conto per 262 “furbetti” delle caldaie. Il Comune di Chieti pretende il pagamento delle tariffe da chi ha ricevuto l’ispezione dei tecnici della Ops, la società pubblica che si occupa delle verifiche degli impianti termici, e non ha ancora versato un centesimo nonostante la richiesta arrivata tramite raccomandata. Adesso toccherà alla Teateservizi, l’azienda a totale capitale comunale, avviare «l’attività di riscossione coattiva». Il primo passo, previsto entro la metà di gennaio, è l’invio delle ingiunzioni di pagamento. C’è poco da scherzare, perché si tratta di veri e propri atti giudiziari in cui si troverà scritta la data precisa entro la quale versare tassativamente i soldi. Per chi non rispettasse la scadenza, il passo successivo sarebbero le azioni esecutive, come il pignoramento dello stipendio, della pensione o del conto corrente.
I “furbetti” finiti nel mirino del Comune sono quelli che hanno ricevuto i controlli dei tecnici negli anni 2014, 2015 e 2016, come previsto dal regolamento «per poter procedere all’accertamento dell’effettivo stato di esercizio e manutenzione degli impianti termici ubicati sul territorio comunale, al fine di verificarne, nell’interesse pubblico, la salubrità dell’aria e la sicurezza ambientale, che questi impianti rispettino gli standard previsti dalla legge e che riducano i consumi energetici e le emissioni inquinanti».
Le ispezioni in questione sono previste per chi non ha provveduto a controllare la caldaia attraverso un tecnico di fiducia abilitato a rilasciare il bollino biennale che certifica la regolarità dell’impianto domestico. Le tariffe applicate sono di 200 euro per impianti di potenza inferiore a 35 kilowatt, di 250 euro per quelli di potenza compresa tra 35 e 166 kilowatt e 300 euro per quelli superiori a 166 kilowatt. Il pagamento è dovuto anche qualora la «visita ispettiva» salti a causa dell’assenza dell’utente. La cifra totale che il Comune punta a recuperare ammonta a 52.500 euro.
Per «diniego di accesso», è scritto sul regolamento, «si intende la visita ispettiva che non può essere eseguita quando l’utente nega l’accesso al tecnico oppure lo stesso risulta assente alla data e all’ora fissata dalla lettera di preavviso. In tal caso, la visita viene riprogrammata entro i successivi 30 giorni, sempre a mezzo raccomandata, il cui nuovo esito negativo viene inteso come “diniego d’accesso reiterato”». La legge regionale prevede una multa da 500 a 3.000 euro per chi non ottempera all’obbligo di manutenzione e controllo della propria caldaia.
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