Controlli sulla filiera del pescato: sigilli a un ristorante, maxi multe

30 Dicembre 2023

Ecco i primi dati delle verifiche della capitaneria di porto di Ortona in occasione delle festività natalizie Rilevati 15 illeciti, 2 di natura penale. Tolti dal mercato 2 quintali di prodotti. Sanzioni per 25mila euro

ORTONA . Sanzioni per 25mila euro da parte della capitaneria di porto per pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata. Alla base ci sono 15 illeciti rilevati, di cui due di natura penale, oltre due quintali di prodotto ittico sequestrato e un esercizio commerciale chiuso dall’autorità sanitaria. Questi i numeri dell’operazione condotta in occasione delle festività natalizie dalla guardia costiera di Ortona per la salvaguardia delle risorse ittiche e per assicurare la presenza sul mercato di soli prodotti sicuri.
Il dispositivo messo in campo, coordinato a livello nazionale dal centro di controllo nazionale pesca del comando generale della guardia costiera di Roma, e a livello regionale dalla direzione marittima di Pescara, ha visto il personale degli uffici marittimi di Ortona, Vasto e Francavilla al Mare impegnato, già a partire da di novembre, con mirate attività ispettive sia in mare, a bordo dei pescherecci in attività, che a terra, con controlli nei mercati del pesce, nelle pescherie e nei ristoranti di tutta la provincia. Le attività rientrano nello sforzo complessivo realizzato nel 2023 dalla guardia costiera nella sua funzione di controllo del settore della pesca, in linea con gli obiettivi proposti dal ministero dell’Agricoltura e della sovranità alimentare e delle foreste.
Nel corso dell’operazione, denominata a livello nazionale “Spinnaker”, dove “inn” è l’acronimo ufficiale di pesca illegale non dichiarata e non regolamenta, è stata posta sotto sequestro anche una intera rete da pesca a strascico, rinvenuta a bordo di un peschereccio, in quanto presentava maglie inferiori alle misure minime consentite per assicurare una adeguata selettività dei soli esemplari adulti delle varie specie.
I controlli, condotti in diverse occasioni con il supporto del personale della Asl, hanno portato anche alla chiusura di un ristorante, aperto all’interno di quella che sembrava una vera e propria officina meccanica, per violazione di un precedente provvedimento di interdizione della stessa autorità sanitaria. Come sempre le violazioni più ricorrenti hanno riguardato però la tracciabilità: omissioni, quasi sempre volute, nella catena di tracciabilità del pesce, poste in essere proprio per nasconderne la provenienza e consentire la vendita in nero di quantitativi maggiori rispetto a quelli consentiti dalle norme emanate a tutela delle risorse ittiche e ambientali.
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