Coop edilizie, mai pagati 2,5 milioni per gli oneri

I primi accertamenti partiti nel 1993 con l’allora commissario Stranges Ma per 26 anni nessuno richiede il saldo: ora il Comune invia le cartelle
CHIETI. I primi accertamenti sui soldi mai pagati al Comune dalle cooperative edilizie risalgono al 1993 quando a capo del Comune, dopo l’onda della tangentopoli, arrivò il commissario prefettizio Renato Stranges: all’epoca, in appena 6 mesi, Stranges scrisse un libro contabile e scoprì l’esistenza di un tesoro da circa 10 miliardi di lire. Un tesoro che, per 26 anni, è rimasto sepolto, non sottoterra ma dentro i cassetti del municipio. Adesso, il Comune con i conti in rosso si trova in un vicolo cieco: è obbligato a bussare a soldi per recuperare quegli oneri concessori e ai soci delle coop non resta che saldare per ottenere la piena proprietà. Ma l’amministrazione Di Primio è pronta a fare gli sconti del 50%: l’obiettivo è incassare circa 2,5 milioni.
In Comune sono in arrivo i primi fondi, frutto di transazioni con due cooperative ormai cancellate dai registri della Camera di commercio «a tacitazione degli oneri dovuti al Comune limitatamente alle somme relative al conguaglio lotto, oneri concessori e interessi»: con gli accordi approvati dal sindaco Umberto Di Primio e dagli assessori, la coop Il Fungo si è impegnata a versare 73.193,23 euro al posto degli originari 143.453,58 euro mentre la coop Filovia 41.925,87 euro invece di 82.207,58. «Dopo il libro contabile di Stranges, politicamente, nessuno ha voluto chiudere la questione per troppo tempo: ci abbiamo messo mano noi già durante il primo mandato elettorale incaricando la Teateservizi di un’attività di ricognizione», spiega l’assessore all’urbanistica Mario Colantonio. La Teateservizi ha avviato gli accertamenti da 2012. «È un’operazione necessaria per ridare regole al settore portata avanti in sinergia tra l’urbanistica, l’ufficio affari legali e la Teateservizi mediante un unico dipendente impegnato nelle ricerche». Significa andare indietro nel tempo fino agli inizi degli anni Settanta quando, grazie alle coop, in città, soprattutto a Chieti Scalo, sorsero palazzine nelle zone Peep (Piano di edilizia economica popolare): «All’epoca i cittadini comprarono a prezzo agevolato le case costruite su terreni demaniali in cambio del diritto di superficie», dice Colantonio, «per riscattare la piena proprietà è necessario versare le somme al Comune in base all'ampiezza del sito».
Dopo Il Fungo e Filovia, in giunta arriveranno altre transazioni: «I residenti hanno iniziato a riscattare e si tratta di importi considerevoli», sottolinea l’assessore, «vale a dire soldi freschi e utili per il Comune».

