Coralli, spugne e ricci di mare: tutti i tesori scoperti dal drone

Dopo una settimana di lavoro, gli esperti presentano i risultati della ricerca sulla salute delle acque Il macchinario subacqueo fotografa le specie viste tra l’Acquabella, il porto e l’antico scalo romano
ORTONA . Ha scattato foto, realizzato filmati ad alta risoluzione e raccolto delle prime importanti informazioni sulle caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche del mare della Costa dei trabocchi. Sono stati presentati i risultati finali dell’attività del drone sottomarino Blucy, che questa settimana è stato in missione scientifica nell’ambito del progetto europeo Sushi drop (Sustainable fisheries with drones data processing). Coralli, spugne, briozoi, ricci di mare e diverse specie ittiche sono state segnalate dall’innovativo macchinario nell’ambito della sua azione di monitoraggio della salute dei fondali, per permettere poi la condivisione dei risultati con i principali portatori di interesse.
Tra le attività svolte nei giorni scorsi in Abruzzo, Blucy ha osservato l’ottimo stato di salute di un allevamento di mitilicoltura navigando fra le reste al largo di Vasto, e monitorato la fauna marina al largo del porto di Ortona. Interessante, in questo ambiente marino, il popolamento biologico che colonizza le scogliere. La missione di test ha poi toccato l’area dell’antico porto romano di Ortona e la riserva dell’Acquabella, anche con il supporto di un team di subacquei.
In barca, a seguire le operazioni Luca De Marchi, docente di Ingegneria dell’energia elettrica e dell’informazione e coordinatore del progetto, con un team di tre ingegneri Massimiliano Menghini, Alessandro Lambertini, Emanuele Mandanici e un biologo Jacopo Cimini, tutti studiosi dell’università di Bologna. Con loro il presidente del Flag Costa dei Trabocchi Franco Ricci e lo staff abruzzese impegnato nel progetto Interreg Italia-Croazia con il biologo marino Dario D’Onofrio. Il drone Blucy potrà navigare in autonomia e raggiungere oltre 200 metri di profondità e, sfruttando la tecnica dei sonar multibeam - sistema di propagazione delle onde acustiche in acqua - a conclusione del progetto (che si chiuderà il 31 dicembre), potrà monitore gli ecosistemi marini, individuare distanze, profondità e morfologia degli ambienti, nonché la presenza, i ritmi e gli stili di vita delle specie marine. A differenza dell’ecoscandaglio, questo innovativo strumento consentirà, dunque, l’acquisizione dettagliata e puntuale di dati coprendo una fascia di fondale molto ampia con un’elevata risoluzione.
All’incontro di presentazione di Sushi Drop, hanno preso parte oltre ai rappresentanti del Flag, il comandante della capitaneria di porto Cosmo Forte, il sindaco Leo Castiglione, il coordinatore dell’Autorità di gestione del programma di cooperazione territoriale europea Adrion Lodovico Gherardi e il coordinatore del progetto De Marchi con il suo team.
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