Corpo sotto il viadotto: è di Ele?

27 Agosto 2014

La maestra sparita si sarebbe lasciata morire. Spunta un testimone: la vide che dormiva lì

VASTO. La risposta al mistero di Eleonora Gizzi è in un corpo rannicchiato come gomitolo scuro fra la vegetazione incolta sotto un viadotto dell’A14. Un cadavere in avanzato stato di decomposizione trovato ieri pomeriggio, qualche minuto dopo le 14, da tecnici della Società autostrade durante le verifiche di staticità dei piloni del cavalcavia. Ma solo la prova del Dna darà la certezza che quei poveri resti irriconoscibili appartengono a Eleonora Gizzi, 35 anni, la maestra di Vasto, che lavorava in un asilo di via del Santuario a Pescara, scomparsa da casa il 28 marzo scorso.

Il corpo rannicchiato era sotto il ponte Prascovia, al chilometro 445 dell’A14, in località Sant'Antonio Abate fra i caselli di Vasto nord e Vasto sud. Del volto rimaneva ben poco. Ma i capelli lisci, castani e di media lunghezza e il giubbino nero hanno immediatamente fatto pensare ad Eleonora. Davanti a quei resti, gli operai hanno immediatamente avvertito la centrale operativa della società a Città Sant'Angelo. I primi soccorritori sono rimasti senza parole. La polizia ha avvisato il magistrato di turno, il pm Giuseppe Bellelli di Pescara. Sul posto oltre agli agenti del commissariato sono arrivati i carabinieri del Nor, la polizia municipale, i vigili del fuoco e un medico legale, Cristian D’Ovidio, incaricato dalla Procura di eseguire gli accertamenti di legge. A coordinare le operazioni è stato il vice questore, Cesare Ciammaichella, che per settimane ha coordinato le ricerche.

Il magistrato ha richiesto l'intervento della polizia scientifica. Per permettere gli accertamenti la polizia ha chiuso al transito la strada interpoderale. Un cordone di forze dell'ordine ha impedito ai curiosi di avvicinarsi. Il papà di Eleonora ha insistito per ore ma neppure a lui è stato concesso di avvicinarsi al corpo senza vita. Ma il mistero è praticamente chiarito. Eleonora sarebbe rimasta rannicchiata in quel posto lasciandosi piano piano morire. Era alta un metro e 65 centimetri, come il corpo di donna scoperto ieri. Indossava un giubbino, identico a quello trovato addosso al cadavere. E calzava degli stivaletti, che la polizia ha scoperto non molto distante dal corpo sotto il viadotto che non sembra avere lesioni gravi. Né fratture. E ciò esclude che la donna sin sia lanciata dal viadotto e, soprattutto, l’ipotesi di un omicidio. A meno che l’autopsia non sveli la presenza di lesioni ieri non visibili. Così come viene escluso che il corpo sia stato trasportato in quel punto nascosto perché, ieri, è spuntata anche una testimonianza che lascia basiti: un tecnico della società autostrade avrebbe riferito alla polizia di aver visto una donna dormire sotto quel viadotto diversi giorni dopo il 28 marzo, data della scomparsa di Eleonora. Che si stava lasciando morire di inedia mentre decine di persone la cercavano altrove. Il sostituto procuratore Bellelli, circondato dai giornalisti, ieri pomeriggio, ha evitato di rispondere alle domande. Il magistrato preferisce avere prima risposte più certe dal consulente D’Ovidio e dal test del Dna. Era l'imbrunire quando la scientifica ha raggiunto Vasto ed eseguito i prelievi necessari per chiarire definitivamente il giallo. Alle 21 il magistrato ha autorizzato il trasferimento dei resti all’obitorio dell'ospedale clinicizzato di Chieti per l’autopsia. Nelle prossime ore arriverà la conferma che, sotto quel viadotto, c’è la risposta il mistero della maestrina scomparsa.

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