Corsa contro il tempo per la D Serra, sei giorni per pagare tutti

Il patron tratta con un imprenditore locale e uno piemontese per saldare i conti e iscrivere la squadra Ma la preoccupazione dei tifosi resta, Marchionno (Oltre il centenario) accusa: «Politica indifferente»
CHIETI. Domani inizia la settimana decisiva per l’iscrizione del Chieti in serie D. Venerdì scadono i termini. Ettore Serra è in difficoltà, ma arrivano schiarite sul futuro del club neroverde. Ieri il patron ha inviato altri bonifici e sistemato le pendenze economiche con altri giocatori. Serra, seppur con affanno, sta pagando gli stipendi arretrati ai tesserati e sta accelerando per avere tutte le liberatorie entro venerdì. Ora sta cercando un accordo con i giocatori che hanno i contratti più onerosi e che avanzano ancora alcune mensilità. Martedì dovrebbe chiudere gli accordi anche con loro per poi formalizzare l’iscrizione entro i termini.
LA CITTÀ IN ANSIA
I tifosi sono preoccupati e vivono con il fiato sospeso le vicende dei neroverdi. Se l’iscrizione, come sembra, sarà fatta in extremis, il popolo teatino si chiede se ci siano le forze economiche necessarie per sostenere il prossimo campionato e quali siano le prospettive. La preoccupazione c’è perché, se queste sono le premesse, non si comprende con quali forze Serra pensi di poter affrontare la nuova stagione», dice Stefano Marchionno, presidente del comitato Oltre il centenario.
LE TRATTATIVE
Serra sta cercando aiuti. Ci sono tanti discorsi in piedi, ma finora nessuna fumata bianca. C’è una trattativa in corso con un imprenditore piemontese che potrebbe affiancarlo e con uno locale che potrebbe contribuire ai costi dell’iscrizione e poi aiutarlo nella gestione della stagione. La trattativa con Gabriele Marchesani, invece, non è andata in porto. L’ex presidente del Chieti Basket non ha trovato un accordo con Serra e ha portato le sue risorse all’Aquila. Una beffa per il Chieti, soprattutto in un momento così delicato. Resta valida, invece, l’offerta di un imprenditore campano che risiede in Emilia-Romagna disposto a rilevare la maggioranza, ma Serra sembra più orientato a cercare soci che lo affianchino piuttosto che a vendere. «Personalmente», racconta Marchionno, «ho agevolato i colloqui di Serra sia con Marchesani che con Adelmo Berardo, già presidente del Campobasso e uomo di fiducia di un noto imprenditore edile nato in Campania che ha sviluppato la sua impresa in Emilia-Romagna. Sono al corrente di entrambe le trattative e dispiace che la proposta di sponsorizzazione di Marchesani che all’Aquila è stata accolta con entusiasmo e massima disponibilità, ma a Chieti è stata respinta. Per quanto concerne la proposta di acquisto delle quote societarie formulata dall’imprenditore campano-romagnolo, posso solo riferire che anch’essa, ad oggi, non è stata accettata».
L’APPELLO
La piazza è in subbuglio e chiede chiarezza sul futuro del Chieti. «Non è più il tempo di spendere belle parole e di rassicurare il popolo neroverde», dice Marchionno, «ma è giunto il momento di passare ai fatti, senza perdere un istante». Non manca una stoccata alle istituzioni che finora non hanno speso una parola sulla vicenda: «Dispiace che, a differenza di altre realtà anche regionali, la politica sia assente e non ci si renda conto dell’alto rischio che si sta correndo. È giunta l’ora che l’intera comunità teatina si svegli dal torpore e si dia da fare per evitare che Chieti perda la serie D».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

