Corso, il Comune vuole l’esclusiva per la Presentosa

1 Luglio 2018

Il disegno, unico per la città di Lanciano, avrà il copyright L’architetto Carpenzano: opera che dà valore a tutto il centro

LANCIANO. «Un’esecuzione ottima: attraverso questa operazione figurativa corso Trento e Trieste diventerà un vettore di bellezza per l’intero centro cittadino». È entusiasta Orazio Carpenzano, professore ordinario e direttore del Dipartimento di architettura e progetto dell’università La Sapienza di Roma, responsabile del progetto “La Presentosa” di ripavimentazione del Corso di Lanciano, al suo primo sguardo, dal vivo, dell’opera da lui ideata. Un impatto potente, così come era nelle intenzioni del pool di architetti che ha studiato «un’opera destinata a durare». Carpenzano è venuto venerdì a Lanciano invitato dall’assessore all’urbanistica Pasquale Sasso per ammirare la nuova pavimentazione del salotto cittadino. Con lui anche l’architetto Nicola Di Biase, responsabile della sicurezza e direttore operativo del cantiere, e la consigliera Pd Elisabetta Merlino. «Mi ha molto colpito l’esecuzione», ha commentato Carpenzano, «questa è un’opera musiva (realizzata nell’ambito della tecnica del mosaico, ndc) e la tensione costruttiva con cui è realizzata, con gli operai che hanno dovuto catalogare e assemblare decine di pezzi diversi, lascia un valore enorme, come una coperta fatta a mano rispetto ad una industriale. Questa ditta ha gettato il cuore oltre l’ostacolo e sta riuscendo nell’impresa: il valore di un’opera è anche dentro le mani che l’hanno fatta». Il professore si è mostrato molto soddisfatto anche del sistema di raccolta delle acque, definendolo «perfetto», e ha ammesso che la scelta del gres, invece che la pietra originariamente prevista, è «migliore». «In questo modo», ha spiegato, «si è reso questo spazio più interno, così come voleva essere, come un salotto di casa, dando risalto al disegno che diventa il terreno dell’incontro e non dello scontro tra gli edifici diversi che si affacciano sul Corso. La manutenibilità è migliore e la luce rifrange meglio sulla superficie liscia». L’assessore Sasso ha annunciato che saranno necessari arredi adeguati. «Bisogna lavorare su elementi neutri», ha consigliato Carpenzano, «ed evitare l’effetto “carretto siciliano”. Ma il Corso deve essere condiviso e vissuto da commercianti e cittadini, è un’opera viva e bisogna agevolare anche tavolini e sedie delle attività: il commerciante deve farlo suo». Per questo particolare disegno, unico per la città di Lanciano, l’amministrazione ha intenzione di depositare un copyright. «Mi chiedono tutti di Lanciano», ha ammesso il professore, «ai convegni internazionali porto il plastico e sono tutti entusiasti, ma non si può ripetere un’opera del genere, che diventerà esclusiva di Lanciano. Il copyright è necessario». L’assessore Sasso ha colto l’occasione per sottoporre all’attenzione dell’architetto l’ipotesi di pensare un intervento di riqualificazione urbana del centro storico. «Si può fare», ha promesso Carpenzano, «e tornerò per spiegare l’opera ai lancianesi al taglio del nastro».
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