Corso, mattonelle nuove già rotte Il perito conferma altri problemi

Il sopralluogo del consulente del tribunale ha accertato che in più punti il massetto si è sollevato L’assessore Bomba: «Attendiamo l’esito delle verifiche, ma la situazione al momento è grave»
LANCIANO. Si è sollevato in più punti il massetto di corso Trento e Trieste e la pavimentazione in tema Presentosa, costata 1.300.000 euro, rischia di “galleggiare” sul vuoto su diverse zone dell'isola pedonale provocando lesioni anche serie che potrebbero interessare tutta la superficie piastrellata. La conferma di irregolarità nell'esecuzione del massetto è arrivata sabato pomeriggio a seguito dell'intervento del perito (Ctu) incaricato dal tribunale di Lanciano, alla presenza dei tecnici di parte del Comune e della ditta esecutrice dei lavori, la Edilizia e Strade srl di Campobasso.
IL PERITOEra stato richiamato con urgenza nei giorni scorsi dall'amministrazione comunale per visionare alcune zone dopo che ci si è resi conto che, nei tratti più esposti al sole, oltre alla spaccatura delle mattonelle si notava un rigonfiamento del massetto sottostante. Le aree sono state quindi delimitate con dello scotch, transennate e coperte da strati di feltro in attesa del sopralluogo tecnico. Venerdì pomeriggio sono stati effettuati i carotaggi nelle zone incriminate. L'esito è drammatico: il massetto non solo si è sollevato, ma si è staccato anche dal sottofondo. «Non possiamo giungere a conclusioni affrettate in questa fase delicatissima delle verifiche tecniche», spiega l'assessore ai lavori pubblici, Paolo Bomba, «attendiamo l'esito della perizia tra 15 giorni, ma una cosa è certa: la situazione è grave».
LE CAUSELa dilatazione termica è una delle possibili cause della frattura delle mattonelle. Ma già con i primi interventi di manutenzione, sostituzione e incollatura delle piastrelle rotte in vista delle manifestazioni del Mastrogiurato, Dono e processione della Madonna del ponte, ci si era resi conto che i giunti (delle crepe che servono per consentire lo spostamento del materiale di posa sia per effetto della dilatazione termica che per il peso che deve sopportare) non sono stati posizionati in maniera regolare e che in alcuni casi o sono sottodimensionati o non sono allineati con la nuova pavimentazione. Il caldo eccessivo che si abbatte su alcuni tratti molto esposti del Corso ha provocato la dilatazione e poi il restringimento dei materiali che, difatti, hanno ceduto.
I RISCHIIn alcuni punti si crea come un vuoto tra pavimentazione e massetto. Vuoto che si può riempire di acqua durante gli acquazzoni e che in inverno può gelare, cosa che provocherebbe rotture a catena.
LE SOLUZIONIAl momento non esistono soluzioni tecniche immediate praticabili. Si deve attendere l'esito della perizia e ci si deve confrontare in un tavolo tecnico tra le parti. Sicuramente i tratti carrabili non potranno più presentare la stessa pavimentazione in gres porcellanato. Si stanno vagliando opzioni con asfalto stampato; pietra o massetto industriale. Ad aiutare nella scelta interverrà, una volta concluso l'iter tecnico, anche la Soprintendenza. E anche la parte finale del Corso sarà dello stesso materiale delle intersezioni. Lo ha anticipato il sindaco Filippo Paolini: «Faremo dei lavori di rinforzo dell'asfalto sui 400 metri quadri interessati dalla voragine del 2018. A quel punto», ha detto, «riasfalteremo direttamente con asfalto colorato e quasi certamente dovremo rinunciare alla continuità del disegno». Intanto le manutenzioni di questi giorni sono costate il ricorso a una ditta esterna (per un costo di circa 6mila euro) visto che i due operai comunali non bastano a coprire la mole di lavoro necessaria.
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