Corso nuovo e con i mattoni rotti L’esperto consegna la relazione 

In municipio la perizia redatta dal tecnico nominato dal tribunale nel contenzioso tra Comune e ditta L’assessore Bomba: in settimana vediamo il contenuto, riuniamo la giunta e poi decidiamo il da farsi

LANCIANO. È stata consegnata venerdì scorso la bozza di perizia su corso Trento e Trieste depositata dall’ingegnere Sergio D’Intino di Pescara, nominato dal giudice istruttore del tribunale frentano Chiara D’Alfonso. L'opera è stata sottoposta ad accertamento tecnico dallo scorso marzo su richiesta del Comune di Lanciano per verificare le eventuali responsabilità della ditta appaltatrice nella posa in opera della nuova pavimentazione della strada pedonale, alla luce di "palesati e denunciati vizi (azione ex art. 1667 c.c.)". Il documento, sul cui contenuto è mantenuto in stretto riserbo, è lungo una trentina di pagine e sarà sottoposto in questi giorni agli uffici comunali, all'avvocatura, alla giunta e al sindaco Filippo Paolini e al consulente di parte nominato dal Comune, il professore Antonio Montepara, docente universitario di Strade, ferrovie e aeroporti, coordinatore del gruppo di ricerca di Strade e trasporti e presidente del consiglio del corso di laurea di Ingegneria civile nella facoltà di Ingegneria di Parma.
Una volta consegnata la bozza, la controparte può presentare eventuali osservazioni e l'elaborato finale, alla luce delle considerazioni delle due parti in causa, sarà consegnato in tribunale. Si calcola che, considerati i vari passaggi, si potrebbe arrivare alla fine di agosto per conoscere l'esito della relazione finale. «Contiamo di effettuare una prima riunione la settimana prossima», commenta l'assessore ai lavori pubblici Paolo Bomba, «dopo di che decideremo il da farsi».
Il corso “Presentoso”, opera monumentale e scenografica costata 1.314.493 euro e realizzata nel corso della precedente amministrazione Pupillo, si è da subito mostrato molto fragile. La pavimentazione in gres, composta da migliaia di tessere a raffigurare il complicato e spettacolare disegno stilizzato dell'antico gioiello abruzzese, ha dimostrato di non reggere in numerosi punti. In particolare le piastrelle sono praticamente saltate nelle intersezioni carrabili di via Dalmazia e via De Crecchio e non si contano più i tratti rattoppati con asfalto per proteggere veicoli e passanti da eventuali nuove fratture.
Il perito nominato dal tribunale ha impiegato 100 giorni per la relazione. I primi 60 come previsto dalla legge e ulteriori 45 richiesti successivamente. L'esperto ha dovuto verificare l'oggetto del contratto di appalto, il certificato di regolare esecuzione con annessi relazioni, verifiche tecniche, verbali di sopralluoghi e documentazione inerente l'opera, oltre a esaminare i vizi contestati dal Comune e determinare le cause delle condizioni del Corso, quantificandone i danni e indicando se questi possano riferirsi a vizi dell’opera, per come è stata realizzata dalla società Pq Edilizia e Strade di Campobasso, valutando l’attuale idoneità alla viabilità e la sua persistenza nel tempo.
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