Cosa salvi e cosa butti

Dal sindaco, agli imprenditori, agli artisti Venti teatini fanno il bilancio del loro 2016
CHIETI
Che cosa butteresti e che cosa salvi del 2016? Lo abbiamo chiesto a venti personaggi teatini dello sport, della politica, le imprese, la cultura e lo spettacolo. Ecco che cosa hanno risposto.
GLI SPORTIVI.. Esordisce Giulia Di Camillo (calciatrice del Chieti femminile): «Salvo la vittoria del campionato di serie B che ha portato per la prima volta il Chieti femminile in serie A. E' stata una stagione incredibile, che ho coronato segnando il gol decisivo per la promozione. Per me, teatina doc, è stato un sogno. Butto, invece, il fallimento del Chieti maschile, sperando che possa tornare presto dove merita».
Luciano Ricciuti (allenatore e super tifoso del Chieti). «Butto il fallimento della Chieti Calcio, che nel 2016 ha scritto la pagina più brutta della sua storia. Salvo, invece, l'attività sportiva del River Chieti che valorizza i giovani locali. Butto anche l'immobilismo della città, che sta morendo. E salvo quei giovani che, nonostante la crisi, hanno investito a Chieti aprendo locali».
Andrea Rebeggiani (presidente Fischer Scacchi Chieti): «Per noi il 2016 è stato meraviglioso. Abbiamo vinto tre scudetti assoluti e conquistato un quarto posto nella Champions League femminile. Tanti bambini si sono avvicinati agli scacchi grazie alle nostre attività nelle scuole. Butterei, invece, la diffidenza che molti ancora nutrono verso gli scacchi, ignorandone il loro fascino».
Germana Germani (tecnico dell'Armonia d'Abruzzo): «Abbiamo ottenuto grandi risultati: dalla convocazione di Caterina Allovio con la squadra di ginnastica ritmica della Nazionale al terzo posto in serie A, fino alla preolimpica in Brasile e alle medaglie nella World Cup di Pesaro. Butto via la mancanza di considerazione nei nostri confronti. Abbiamo difficoltà ad allenarci e andiamo avanti senza l'aiuto di nessuno».
I POLITICI. «Del 2016 porto con me la conclusione di tutta una serie di importanti progetti avviati sia grazie al Masterplan, sia in proprio». Il sindaco Umberto Di Primio guarda al nuovo anno pensando a quelle iniziative come la funicolare, la filovia e i progetti per la rigenerazione urbana che, dice, «cambieranno il volto della città», senza dimenticare i due programmi per la rifunzionalizzazione delle caserme Berardi e Bucciante. «Vorrei invece lasciarmi alle spalle la penuria di risorse economiche, la coda di quella crisi che fiacca le famiglie e mette in ginocchio le imprese». Anche Luigi Febo (Pd) porterebbe con sé del 2016 i progetti del Masterplan. «Tutte iniziative», dice, «nate nel 2008 da una progettazione fatta dagli uffici del settore che dirigevo quando ero assessore». Dell’anno che sta per volgere al termine lascerebbe invece a casa «il sindaco e la sua giunta».
«Di questo anno porterei con me la consapevolezza del buon lavoro fatto in Consiglio comunale, con le tante proposte presentate, che hanno ricevuto apprezzamento anche dalle diverse posizioni politiche», dice il capogruppo di Giustizia sociale, Bruno Di Paolo. «Lascio volentieri la politica delle urla e dell’autoreferenzialità e anche l’immagine di una città in sofferenza, in crisi di identità e di speranza».
«Del 2016 porto con me la squadra che ha affiancato e supportato me e la collega Manuela D’Arcangelo», dice il capogruppo dei 5 Stelle Ottavio Argenio, «lascio invece il disinteresse di tanti verso la città e l’assenza di partecipazione».
GLI ARTISTI. Il compositore Cristian Ciampoli:: «Terrei di sicuro la mia collaborazione con Gabriele Muccino nel film l'Estate Addosso e quella per il progetto Tides (Maree). Storia di vite e sogni perduti e trovati (Alcuni infranti), film di Alessandro Negrini. Felice anche di collaborare con la prestigiosa Duesenberg Guitars, che mi ha scelto come endorser del marchio, permettendomi di suonare una particolare chitarra, la Duesenberg Fairytale. Cosa cancellerei? Le difficoltà che ci sono in Italia di far parte del mondo dello spettacolo». Sulla stessa linea d'onda lo scultore Antonello Favata: «Mi auguro che nel 2017 il nostro paese investa di più sull’arte e sulla creatività. Di questo 2016 terrei sicuramente l'accoglienza che la mia città mi ha riservato, l'entusiasmo che ho trovato per le mie opere e per le mie mostre».
C'è anche lo showman Federico Perrotta: «Non butterei niente. Anche le esperienze negative devono essere raccolte, per migliorarsi e andare avanti. Il 5 gennaio sarò al Supercinema per la Befana del Vigile. Una serata di solidarietà, dovremmo ricordarci sempre di fare del bene. E che anche noi artisti non siamo immortali. Rinnovo l'invito: nel 2017 uniamoci per migliorare le cose». Infine l’attore-regista Enrico Venti, in arte Ivo Avido: «Terrei di certo la splendida esperienza che ho fatto lavorando nella mia città per il film Omicidio all'Italiana. Una sola cosa butterei via: la morte di George Michael».
LA CULTURA. «Non voglio portare con me il dolore provocato da tanti amici che sono venuti a mancare nel 2016». Antonella De Luca, da 40 anni alla guida della storica libreria De Luca, pensa al vuoto che hanno lasciato in città persone come Leo Brigante e Beatrice Graziani. Dell’anno che volge al termine non salva neanche «il pensiero che questa città sia morta. Perché», dice, «è un pensiero a cui non credo». Mimmo D’Alessio, presidente Acli, questa Chieti se la lascerebbe volentieri alle spalle. Terrebbe, invece, «la città che sa aiutare gli altri, come testimonia, ad esempio, l’attività della comunità di accoglienza della Capanna di Betlemme». Eide Spedicato, docente alla d’Annunzio, seppellirebbe nel 2016 «le difficoltà legate alla disoccupazione, l’incapacità di promuovere le risorse cittadine e il disimpegno nei confronti della città». Salverebbe invece il suo «tessuto sociale, civile e discreto» e l’attivismo di «quanti si danno da fare per rendere più vivibile Chieti». «Del 2016 porto il lavoro fatto per la cittadella della cultura. Lascio, invece, le lungaggini burocratiche che ne hanno rallentato i tempi», dice Giampiero Perrotti, portavoce del Comitato per la salvaguardia e il rilancio di Chieti.
LE IMPRESE. Angelo De Cesare (presidente Ance di Chieti): «Butto via la ricomposizione del Cda dell’università D'Annunzio, dove mancano rappresentanti di Chieti. La città continua a spegnersi lentamente, attanagliata dalla crisi. Abbiamo perso anche la squadra di calcio e sono sparite tutte le polisportive del Cus. Trovare qualcosa di positivo è difficile: salvo soltanto la nascita del polo di cardiochirurgia».
Giulio Trevisan (titolare della Comec e presidente del Chieti Fc): «Di positivo ho notato la forza della città che ha voglia di reagire e di ripartire. Da quando ho intrapreso questa nuova avventura calcistica, ho sentito attorno a me la vicinanza e il sostegno di molte persone che mi hanno fatto capire che Chieti è viva e ha voglia di fare. Butto via l'ostracismo dei paesi confinanti. Mi auguro che nel 2017 ci sia una maggiore apertura in tal senso».
Roberto Di Vincenzo (presidente della Camera di commercio): «Salvo la grande capacità di coesione della Provincia nella partecipazione al Gal Costa dei Trabocchi. Butto via la situazione economica della città. L'economia non è ripartita e il commercio a Chieti è in condizioni drammatiche».
Gianni Di Cosmo (ingegnere e presidente della Proger Chieti): «Butto via l'incapacità di noi chietini di non fare squadra per la promozione del territorio. Mi auguro che nel 2017 le istituzioni e i cittadini riescano ad esaltare le bellezze della nostra città e le sue eccellenze sportive».
(Interviste di A. Iannotti
G. Giardini. E. Raimondi)

