«Così non si rilancia il turismo In città non verrà più nessuno»

CHIETI. «Con questa delibera l’amministrazione comunale certifica il fallimento della gestione avviata negli anni passati». Dalle file dell’opposizione si leva anche la voce del capogruppo di...
CHIETI. «Con questa delibera l’amministrazione comunale certifica il fallimento della gestione avviata negli anni passati». Dalle file dell’opposizione si leva anche la voce del capogruppo di Giustizia Sociale Bruno Di Paolo che critica la delibera che il sindaco Umberto Di Primio porterà in consiglio comunale per dare una risposta concreta alle prescrizioni della Corte dei Conti. Di Paolo critica sia le scelte che la delibera avvia riguardo la gestione della società pubblica Teateservizi (il cui piano industriale il sindaco vuole sottoporre a revisione), sia quelle sui dirigenti (da controllare attraverso professionalità esterne) sia, soprattutto, l’idea di mettere in campo una tassa di soggiorno per chi viene in città. Se per il sindaco la tassa «sarà minima, non inciderà sui flussi turistici e verrà destinata al finanziamento delle manifestazioni culturali», per Di Paolo significa «non volere che in città arrivino turisti. Anziché pensare a un modo per incentivare la presenza di persone in città e l’arrivo dei turisti, si pensa a un modo per scoraggiarli. E poi per ricavare quanto? Qualche migliaio di euro? Non è certo così che si supportano le manifestazioni culturali cittadine».
Secondo Di Paolo, infine, «se siamo arrivati al livello di voler introdurre a Chieti una tassa di soggiorno, vuol dire che siamo arrivati al fondo del barile e che questa amministrazione ha dimostrato tutta la sua incapacità di amministrare».
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