Cotir, 17 stipendi non pagati Lavoratori sulle barricate
VASTO. I giorni passano, le stagioni si susseguono. È trascorsa anche la Pasqua e i dipendenti del Cotir non conoscono ancora il loro futuro. I dipendenti aspettano ancora il pagamento di 17...
VASTO. I giorni passano, le stagioni si susseguono. È trascorsa anche la Pasqua e i dipendenti del Cotir non conoscono ancora il loro futuro. I dipendenti aspettano ancora il pagamento di 17 mensilità arretrate. Già protagonisti a fine anno di una clamorosa forma di protesta (a dicembre occuparono il centro ricerche) i lavoratori annunciano di voler tornare sulle barricate. «Dopo mesi di promesse, incontri ed azioni sindacali, siamo ancora qui a sottolineare le preoccupazioni dei lavoratori per le sorti del Centro di ricerca», sottolineano Ada Sinimberghi (Fai-Cgil), Feliciantonio Maurizi (Fai Cisl) e Moreno D’Anastasio (Uila-Uil). L’amarezza dei lavoratori è che né le promesse vecchie né quelle più recenti sono state mantenute.
«Le preoccupazioni aumento e vengono acuite dal reiterato disattendimento dei termini temporali per la presentazione del piano di riordino e la vanificazione di gran parte dei presupposti su cui doveva fondarsi il riordino», annotano i sindacati, «dopo 18 mesi dalla nomina dei quattro commissari liquidatori, ad oggi non è stata ancora presentata alcuna proposta di riorganizzazione degli enti di ricerca mediante la nascita del Centro unico regionale. Né risulta in calendario la convocazione del tavolo di confronto presso l’assessorato all’agricoltura», ricordano Sinimberghi, Maurizi e D’Anastasio. Eppure il commissario Andrea Cleofe, nell’incontro avuto con le organizzazioni sindacali il 10 marzo scorso, dopo aver fortemente rassicurato il personale del Cotir sull’imminente risoluzione delle problematiche del Centro e sulla certezza del mantenimento di tutto il personale attualmente operativo, aveva preso l’impegno di presentare il piano entro una settimana.
«Ad oggi», ripetono i sindacati, «ancora non è stata ricevuta alcuna convocazione e gli stipendi non ancora percepiti dai dipendenti del Cotir sono 17. La percezione è che ci sia una sorta di indifferenza da parte di chi dovrebbe rispettare il lavoro». Inutile dire che i lavoratori del Cotir sono sempre più stremati. «La situazione non più sostenibile né moralmente né economicamente», confermano i sindacati, «non si sta rivendicando una forma di assistenzialismo, ma la capacità a chi di dovere di trovare in tempi celeri le adeguate soluzioni ad assicurare il funzionamento dei Centri e non a mascherare, dietro a continui rinvii e scuse demagogiche, l’incapacità a trovarle», ribadiscono i sindacati annunciando che in assenza di un concreto e rapido riscontro i lavoratori metteranno in atto tutte le necessarie azioni di protesta per tutelare le aspettative e i diritti dei lavoratori che da troppo tempo vivono una incredibile situazione di precarietà economica, lavorativa e psicologica. (p.c.)

