Cotir, dove sono i 287mila euro?

1 Novembre 2014

Lavoratori con 19 stipendi arretrati. Sindacati: finanziamenti promessi dalla Regione non sono arrivati

VASTO. Eppure questa volta ci avevano creduto. Quando la Regione li ha rassicurati erano convinti che la loro odissea stesse per finire. Ma per i 28 dipendenti del Cotir anche l'ultimo annuncio dell'assessore regionale all'Agricoltura, Dino Pepe (l'approvazione di un finanziamento di 520 mila euro per i centri di ricerca 287 mila dei quali destinati al Cotir per il pagamento degli emolumenti) è rimasto uno sterile proposito.

«La verità è che la condizione dei lavoratori che aspettano ben 19 mensilità arretrate resta invariata e la tanto attesa visita del governatore Luciano D'Alfonso non c'è stata», annotano i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizi, Sininberghi, D'Anastasio, Di Paolo, Velletri e Di Giamberardino. La lunga e tormentata vertenza non trova soluzione. Un mese fa l'assessore regionale all'agricoltura, Dino Pepe aveva palesato l'intenzione di salvaguardare l'attività scientifica del centro ricerche e i livelli occupazionali. «I lavoratori hanno ricevuto gli stipendi di giugno e luglio 2013. Aspettano 8 mensilità non retribuite del 2013 e 11 del 2014. Uno stato di cose che sta creando infiniti disagi eppure per la Regione può essere tranquillamente rimandata», affermano i sindacati stigmatizzando l'atteggiamento dell'attuale governo regionale. «Il presidente D'Alfonso aveva annunciato una visita per "farsi un idea" della situazione. Anche i lavoratori vorrebbero farsi un'idea di quello che li aspetta realmente. Forse la Regione vuole la scomparsa dei centri di ricerca?», chiedono i sindacalisti. I lavoratori continuano lo stato di agitazione. I 28 dipendenti del Consorzio delle tecniche irrigue chiedono il pagamento di una tranche delle spettanze. Anche solo 3 stipendi arretrati per poter ridare ossigeno alle loro famiglie. Il 14 ottobre scorso hanno assistito ai lavori del Consiglio regionale ed hanno parlato con D'Alfonso. Da allora non hanno saputo più nulla." «Quando la Regione si renderà conto dell'importanza della ricerca applicata in agricoltura forse sarà troppo tardi», scrivono i sindacati. E comunque quello che vogliono i lavoratori è chiarezza una volta per tutte e soprattuto il pagamento del dovuto. Anche loro hanno una famiglia. Per vivere hanno bisogno di guadagnare. Un anno e mezzo senza stipendio sfiancherebbe chiunque.(p.c.)

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