Covid, alto numero di contagi: si temono gli effetti di Pasqua

Il dato sui nuovi casi rimane ancora significativo, l’esperto avverte: «L’infettività è importante» Omicron continua a preoccupare. Da oggi si capirà meglio l’andamento delle positività dopo le feste
CHIETI . «Omicron 2 è davvero micidiale». Non usa mezzi termini Liborio Stuppia, direttore del laboratorio di genetica molecolare dell’università d’Annunzio, nell’analizzare la situazione pandemica in provincia di Chieti. Il numero di contagi resta molto alto e, a seguito degli spostamenti per le festività pasquali, non è escluso che possa salire ulteriormente. «Le vacanze potrebbero peggiorare l’andamento della circolazione del virus», ammette Stuppia, «ma va detto che si partiva già da un tasso di positività alto prima di Pasqua, quindi è altrettanto possibile che non si registri un ulteriore incremento. Comunque lo valuteremo subito, già nei prossimi giorni si capirà se le recenti feste avranno un risvolto negativo sulla situazione legata alla pandemia».
L’attenzione sulla curva dei contagi in provincia di Chieti, dunque, rimane molto alta, anche se al momento sul temuto “effetto Pasqua” non ci si può sbilanciare. La percezione dell’esperto, comunque, è che ci sia un contesto «di alta infettività, a prescindere dai risvolti dei giorni di Pasqua». E domina Omicron 2: «Dall’ultimo giro di sequenziamento abbiamo avuto conferme sulla prevalenza di questa variante e di qualche residua presenza di Omicron 1», aggiunge Stuppia. Il direttore del laboratorio di genetica molecolare dell’università d’Annunzio tenta di dare una spiegazione ad una simile diffusione del virus, che resta significativa e non sembra voler dare tregua: «Le Asl stanno facendo una gestione mirata, che permette di fare un numero di tamponi non eccessivo ma di trovare molti positivi. Questa è ovviamente un’attività virtuosa». Ma non può essere la sola spiegazione: «Tutti abbiamo abbassato la guardia», conferma Stuppia, «ed Omicron 2 è veramente micidiale. Basta poco per essere contagiati». Ecco perché sarà importante osservare il numero dei nuovi positivi che emergeranno da qui in avanti.
I vaccini rimangono “l’arma” contro il Covid in grado di garantire una certa sicurezza sullo stato di salute in caso di contagio. La maggior parte dei positivi, infatti, non ha un decorso grave: «Tra i vaccinati si registrano delle forme simil-influenzali», continua l’esperto, «abbiamo anche notato che in alcuni casi serve più tempo per negativizzarsi, però non si necessita di ricovero in ospedale così come non si rischia il trasferimento in terapia intensiva. Discorso diverso per i non immunizzati», conclude Stuppia, «per cui i pericolo aumentano inevitabilmente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

