Covid, aumentano i ricoveri: altri due reparti per i contagiati

7 Gennaio 2022

Già riconvertita Geriatria, da stamattina sono disponibili 15 nuovi posti letto di terapia subintensiva Il primario Cipollone assicura: «La situazione è sotto controllo, stiamo aiutando anche Pescara»

CHIETI. Crescono i ricoveri Covid e l’ospedale teatino è costretto a riconvertire altri reparti alla cura dei pazienti contagiati. La riconversione manda in affanno la medicina non Covid, costretta a cedere spazio ai pazienti positivi. Soffre anche il Pronto soccorso, preso d’assalto in un periodo che storicamente segna anche il picco della normale influenza. Tutto questo mentre il Santissima Annunziata è costretto ad accogliere pazienti che arrivano anche dall’ospedale di Pescara, che ha bloccato i ricoveri a causa del super-affollamento. L’ulteriore impennata dei contagi, con la crescita delle ospedalizzazioni, era d’altronde attesa e il Santissima Annunziata applica passo passo il piano per far fronte all’emergenza. «Niente di imprevisto», dice il direttore della Clinica medica Francesco Cipollone, referente Asl per la medicina Covid, «la situazione è sotto controllo, abbiamo messo in campo una programmazione lungimirante che stiamo seguendo. Nonostante quello che sta succedendo, non stiamo navigando a vista».
Il piano Asl per far fronte all’emergenza Covid prevede da oggi l’apertura di un nuovo reparto Covid, si tratta di un’estensione della Medicina del professor Cipollone che mette a disposizione dei pazienti che hanno contratto il virus 15 posti letto di subintensiva, a livello 8 corpo D. Sinora quegli spazi hanno ospitato ambulatori di ginecologia, che ora verranno riassorbiti dal reparto. Cipollone stima che non potranno tornare al loro posto fino a tutto febbraio.
Nel frattempo, pochi giorni fa, l’ospedale ha riconvertito la Geriatria a reparto Covid. Il reparto ha a disposizione altri 15 letti, di cui 10 sono già occupati dai pazienti contagiati dal virus. La riconversione di Geriatria è uno di quei fattori che mette in difficoltà il Pronto soccorso, che chiede letti soprattutto per i pazienti anziani. Molti di loro ora vengono ricoverati nel reparto di Lungodegenza di Ortona.
«I due reparti di Medicina “bianchi”, vale a dire non Covid», spiega Cipollone, «sono in superlavoro insieme alla Lungodegenza di Ortona, proprio come era successo nella prima fase della pandemia. I reparti sono pieni e il Pronto soccorso è in sofferenza. La situazione è ovviamente complessa ma, ripeto, sotto controllo. Tanto che, se serve, possiamo essere anche d’aiuto a Pescara». Gli altri due reparti Covid, Malattie infettive e Pneumologia, sono pieni, mentre in terapia intensiva Covid ci sono 9 pazienti, su 18 posti letto disponibili. Per far posto ai malati Covid in terapia intensiva, l’ospedale ha deciso di spostare la Rianimazione non Covid all’ottavo livello corpo F, lasciando i 18 posti, raddoppiati grazie alla recente ristrutturazione, ai malati Covid.
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