Covid, due anni fa il primo malato in città

Dai casi di positività iniziali al picco di 1.200 contagiati in un solo giorno a metà dello scorso gennaio, fino alle 112 vittime
LANCIANO. Mascherine, strette di mano negate, tradizioni cancellate e lutti: ben 112. Negozi con serrande abbassate e coprifuoco. Scuole in didattica a distanza, ospedale Renzetti con reparti chiusi, case di riposo sfiancate dal virus, tamponi in ritardo e inchieste finite sul tavolo del procuratore capo Mirvana Di Serio. Poi vaccini e Green pass, solidarietà, aperture a singhiozzo di negozi e scuole, estati più spensierate con un occhio ai contagi mai azzerati da ottobre 2020. Sono i due anni della pandemia che proprio oggi, 6 marzo ma del 2020, ha cominciato a cambiare le nostre vite con la notizia del 1° positivo a Lanciano: un 32enne di una contrada. Da allora 730 giorni di sacrifici, paure, lutti e contagi che sono ancora tanti - 386 i positivi in città - ma anche giorni di speranza, vaccini, nascite e voglia di ricominciare a vivere.
I DATISono 4 le ondate in cui la pandemia è stata divisa, ma in città, a parte la prima, netta, da marzo a giugno 2020, le altre, a partire da ottobre 2020 sono state unite dal fatto che i contagi non si sono mai azzerati e i lutti sono continuati, con una tregua da giugno 2021 a gennaio 2022. E se i malati nel 1° anno sono stati in tutto circa 1.200, 1.200 sono stati invece i casi raggiunti in un solo giorno a metà gennaio 2022. Se infatti tra le prime due ondate aveva fatto paura registrare (il 25 febbraio 2021) 45 casi in un solo giorno e arrivare a sfiorare a marzo 2021 circa 400 positivi; nella 3ª e 4ª ondata quei numeri sono stati stracciati fino ad arrivare al picco di 1.740 positivi attivi, di cui 401 under 18, il 26 gennaio scorso, e quasi 100 nuovi positivi in media al dì. E in 730 giorni si sono registrati 3 grossi focolai: all’ospedale Renzetti (qui il 9 marzo 2020 si registrò in Ortopedia la prima paziente del territorio infetta: una nonna casolana 92 enne); le case di riposo, 4, e il carcere. Ospedale e carcere protagonisti purtroppo anche in questa 4ª ondata, con nuovi casi a gennaio. E poi i lutti. In totale a ieri 112 vittime, 64 donne e 48 uomini, con il più giovane di 54 anni la più anziana 103. Il mese più nero aprile 2021, con 22 vittime. Due anni che hanno visto passare dall’incertezza, dal non sapere contro “cosa” si lottava, dai dispositivi che mancavano, alla consapevolezza del virus, delle sue varianti, alla speranza del vaccino che da dicembre 2021 è somministrato anche dai 5 anni perché nell'ultima ondata il Covid ha cominciato a colpire i più piccoli. Oggi ci sono 386 casi, di cui 46 under 18, numeri che negli ultimi 3 giorni sono in aumento tra i bambini.
IL COMMENTO«La pandemia ha segnato le nostre vite», dice il sindaco Filippo Paolini, «sono stati anni di sofferenze psicologiche, sociali ed economiche. Anni segnati da rapporti umani fatti di solitudine, per anziani e giovani privati della scuola e della socialità. C'è una sorta di paura, ma allo stesso tempo voglia di stringersi ad esempio le mani. La pandemia ha condizionato affetti, cancellato tradizioni, creato problemi economici: mi sono ritrovato da avvocato a scrivere molte richieste di riduzione di affitti da parte di commercianti. E poi i lutti; la tragedia di morire da soli, senza un'ultima carezza. Ma c'è stata anche la speranza con i vaccini. I contagi quando sono stato eletto erano una decina, facevano ben sperare, invece con l’inverno sono risaliti fino al picco tra gennaio e febbraio. Ora sono in discesa ma non bisogna abbassare la guardia in un periodo difficile, segnato anche dalla tragedia della guerra».
GLI ULTIMI DECESSISono due gli ultimi registrati ieri: P.P., 87 anni, di Pizzoferrato, e R.G., 92 anni, di Treglio.
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