Covid, emergenza tra i giovani: nasce una comunità per aiutarli

25 Maggio 2021

Il progetto è stato illustrato durante le celebrazioni degli 80 anni del salesiano don Luigi Giovannoni La casa dei ragazzi in contrada Feudo: servirà a rispondere ai disagi sociali causati dalla pandemia 

ORTONA . Non solo un’emergenza sanitaria ma anche sociale, con i giovani che non sono immuni dalle conseguenze della pandemia. L’isolamento, l’incertezza verso il futuro, fanno esplodere disagi che covavano nei ragazzi e che in molti casi sfociano in dipendenze verso droghe e alcol. Per aiutarli il Soggiorno Proposta di Ortona è pronto a far nascere la “Teen House”, la casa dei giovani dai 13 ai 19 anni. L’idea è stata illustrata in occasione della celebrazione degli 80 anni di don Luigi Giovannoni, il fondatore salesiano dello stesso Soggiorno Proposta. Una cerimonia sobria, tenuta al PalaMira di San Pietro, con una messa alla presenza degli ospiti della comunità e del sindaco Leo Castiglione.
La casa dei giovani dovrebbe nascere in contrada Feudo, in una delle tre strutture a disposizione del sodalizio, radicato sul territorio anche con le sedi di contrada Morrecine e San Pietro. Sarà un modo per stare vicino a dei ragazzi che vivono un momento di difficoltà e riportarli sulla giusta strada. Un compito che gli operatori del Soggiorno Proposta hanno dimostrato di saper fare per anni. Da quando, nel 1984, l’ortonese Donna Mira Cespa donò ai Salesiani il primo centro in contrada San Pietro. Sono stati circa 2.500 i ragazzi che sono passati nelle sedi ed alta è la percentuale di coloro che riescono a sconfiggere le loro problematiche al termine di questa esperienza.
Viene messo in campo un lavoro di recupero per dare loro un futuro, ma anche attività di prevenzione. I ragazzi sono guidati in una vera e propria fase di reinserimento nelle rispettive realtà di vita, liberi dai disagi che li hanno portati a far parte della comunità. Ad oggi, anche a causa del Covid che ha complicato i processi di prova, si sta cercando di formare agricoltori, facendo riscoprire agli ospiti della comunità i segreti della terra. A tal proposito c’è anche in progetto l’idea di formare una cooperativa.
La disponibilità delle strutture ortonesi è per 24 ospiti: gli attuali hanno fatto gli auguri a don Gigi, che insieme ai suoi collaboratori, ha salvato la vita a tanti ragazzi in 37 anni di prezioso impegno sociale.
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