Covid, impennata dei contagi: in una settimana +26% di casi

1 Marzo 2021

L’ex sindaco Francesco Ricci a capo dell’Unità di coordinamento di assistenza territoriale: «È la terza ondata, il picco ci sarà a metà mese. Ferrara sta affrontando bene l’emergenza»

CHIETI. Balzo del 26% dei contagi Covid nell’ultima settimana in provincia di Chieti. La settimana precedente i casi positivi erano aumentati solo del 6% rispetto a quella ancora prima. Il virus riprende a correre: è la terza ondata, che il servizio epidemiologico dell’Ucat, l’Unità di coordinamento di assistenza territoriale, stima avrà il suo picco a metà marzo. A trainare i contagi in regione è la provincia di Pescara, quella teatina le è subito dietro, soprattutto nei centri dell’area metropolitana come San Giovanni Teatino e Francavilla. Più lento il contagio nella parte a sud della provincia, ma ormai la tendenza non sembra lasciare scampo: la terza ondata è arrivata in tutta la penisola a partire dal Nord. Ne sono convinti gli esperti dell’Ucat, il nuovo organismo territoriale che rappresenta la punta più avanzata nella lotta al Covid. Braccio armato della sanità pubblica, l’Ucat penetra nel territorio attraverso le sue Usca, Unità speciali di continuità assistenziale, che seguono a casa i pazienti affetti da coronavirus. Prevista da un’ordinanza regionale del 3 maggio scorso, l’Ucat di Chieti è nata lo scorso 14 dicembre con a capo l’ex sindaco di Chieti Francesco Ricci, medico infettivologo da anni in forze al reparto di Malattie infettive del Santissima Annunziata. Il direttore generale Asl Thomas Schael lo ha voluto a capo della medicina territoriale Covid.
ECCO L’UCAT «Ci occupiamo della sorveglianza clinica ed epidemiologica di tutti i pazienti affetti da Covid-19 seguiti a domicilio in provincia», spiega Ricci. L’Ucat coordina le 7 Usca di Chieti, Francavilla, Lanciano, Atessa, Vasto, Gissi e Guardiagrele, che possono contare su 25 giovani medici. Altri 6 medici, oltre a gestire il numero verde della Asl attivato sul coronavirus (800860146), si occupano anche del contatto telefonico chiamando ogni mattina i pazienti. «Seguiamo anche chi viene dimesso dall’ospedale e che, qualsiasi sia l’esito del tampone, non può ancora considerarsi guarito», spiega il medico, «con una particolare attenzione ai cosiddetti pazienti fragili. Ci occupiamo, inoltre, dell’attività di controllo epidemiologico e della raccolta dei dati per poter avere sempre un quadro esatto della situazione».
I DATI All’Ucat di Chieti a coordinare l’attività di controllo dell'epidemia è l’epidemiologo e igienista Pasquale Falasca. È lui che ogni settimana invia report sull’andamento della pandemia alla direzione generale Asl. È lui che si è accorto che nell’ultima settimana i casi di coronavirus sono aumentati del 26% rispetto alla precedente, quando c’era già stato un aumento del 6%. «Nella settimana dal 21 al 28», dice Falasca, «ci sono stati in media 43 casi ogni 100.000 abitanti (165 nuovi positivi in media ogni giorno). Si è verificato un ulteriore incremento (+4,2%) dei casi ospedalizzati (198), di cui il 40% collocato in strutture a bassa intensità di cura. Al 28 febbraio il numero dei casi totali da inizio epidemia in provincia è di 13.446 (1.155 casi in più questa settimana). Il 3,5% della popolazione ha avuto l’infezione. Dal 1 gennaio al 28 febbraio sono stati effettuati 113.827 tamponi antigenici rapidi che, insieme ai tamponi molecolari (57.138), fanno 170.965 tamponi somministrati al 45% della popolazione provinciale».
L’EX SINDACO Da medico infettivologo ed ex sindaco, per Ricci «il sindaco Diego Ferrara sta facendo bene nella lotta al Covid. Lui e l’assessore alla sanità Giancarlo Cascini, entrambi medici di base, hanno dimostrato di avere il giusto approccio. Lo abbiamo visto, ad esempio, nell’organizzazione dello screening di massa con i tamponi antigenici. Bene anche sul fronte delle chiusure e dei controlli. Se dovessi dare un consiglio a Ferrara, pur non avendone bisogno, sarebbe quello di far sì che il Comune sia protagonista anche nella campagna vaccinale, perché ora bisogna spingere sui vaccini. Ma so che anche lui è già su questa stessa lunghezza d’onda».