Covid, industrie in sofferenza tra positivi e poche forniture

13 Gennaio 2022

L’aumento dei contagi nel personale sottrae forza lavoro alle aziende costrette a ridurre le produzioni La Rana (AssoVasto): «La ripresa delle attività rallenta anche per il rincaro dei costi di luce e gas»

VASTO. Il Covid infierisce sulle aziende del territorio. Il moltiplicarsi dei contagi in modo esponenziale sta sottraendo forza lavoro alle attività produttive. Si svuotano gli uffici pubblici, i centri commerciali e anche le aziende. Centinaia di lavoratori delle piccole e grandi aziende sono bloccati dal contagio o dalla quarantena. Il governo ha detto no al lockdown ma di fatto il Covid sta facendo rallentare ugualmente la macchina produttiva.
«In effetti è così», conferma il direttore di AssoVasto, Giuseppe La Rana. L'associazione che raggruppa centinaia di piccole e medie imprese del territorio è il termometro della situazione. «L'incremento», dice La Rana, «delle attività di screening e il prolifere di nuovi casi di Covid, unitamente alle relative e conseguenti quarantene, stanno producendo una ulteriore sofferenza per le imprese del territorio già colpite duramente lo scorso anno. Questi fattori, uniti alle già esistenti difficoltà di reperimento delle materie prime che va avanti ormai da mesi e al repentino ed eccessivo innalzamento dei costi di energia elettrica e gas, stanno provocando un brusco rallentamento nella ripresa delle attività. Purtroppo», rivela il dirigente di AssoVasto, «ci sono anche alcune realtà che stanno valutando periodi di sospensione produttiva».
Se così fosse, centinaia di lavoratori si ritroverebbero, anche se solo per un periodo limitato, senza lavoro. Non bastava la crisi dell'automotive che ha provocato 500 esuberi fra Denso e Pilkington. Il Covid si sta trasformando in una falce economica. Gli industriali assicurano che per trovare un periodo peggiore del biennio 2020-2022 dal punto di vista macroeconomico bisogna andare indietro fino al 1944. L’emergenza Covid si è, infatti, abbattuta in maniera drammatica sul sistema di imprese colpendo diverse filiere, l'industria ma anche il turismo, la ristorazione e tutto il comparto della cultura e del tempo libero (attività artistiche, sportive e di intrattenimento), il commercio al dettaglio, soprattutto abbigliamento, con crolli verticali di fatturato e la chiusura definitiva di tantissime imprese. I commercianti rivelano che i saldi non bastano quest'anno ad attirare clienti.
I segnali di sofferenza, già evidenziati a settembre 2021, continuano a manifestarsi nelle piccole e medie aziende del Vastese a causa anche del difficoltoso approvvigionamento delle materie prime, oltre all'aumento esponenziale dei prezzi di acquisto delle forniture. Il mondo imprenditoriale chiede alla politica di fare squadra e trovare compattezza per sostenere progetti e programmi che saranno finanziati con il piano nazionale di ripresa e resilienza. Dopo due anni di Covid il Vastese ha davanti un futuro nebuloso.
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