Covid, ospedale già pieno ed è ancora allarme contagi

24 Febbraio 2021

Pazienti trasferiti in altre strutture, il primario Cipollone: «Siamo a saturazione» La Asl cerca nuovi spazi per assistere i pazienti: «Saranno ridotti gli altri tipi di attività»

CHIETI. Sono tutti occupati i posti letto Covid all’ospedale di Chieti. L’emergenza contagi non accenna a rallentare e il Santissima Annunziata è in grande sofferenza. «Siamo preoccupati», ammette il professor Francesco Cipollone, responsabile dell’area Covid. «Le risorse sanitarie sono pressoché esaurite e il trend è in crescita. Ma stiamo lavorando per trovare nuove soluzioni, in modo tale da garantire sempre una risposta ai malati».
I NUMERI Ieri, con il policlinico che scoppiava, è stato necessario trasferire pazienti in altre strutture. Sono esauriti, infatti, gli 8 posti Covid in terapia intensiva e i 96 in Malattie infettive, Medicina, Pneumologia, Clinica geriatrica e Medicina 2.
LO SCENARIO «Si conferma la complessità della presentazione clinica della malattia, nonostante l’età media si sia abbassata di circa vent’anni rispetto a marzo dello scorso anno», spiega Cipollone. «Sono numerosissimi i casi che necessitano immediatamente del supporto respiratorio: si tratta di pazienti complessi da gestire e che, dunque, occuperanno i letti per tanto tempo. Significa che non c’è un ricambio rapido e l’ospedale è, di fatto, saturo». Gli ultimi numeri sono allarmanti. «Siamo preoccupati perché i dati del monitoraggio a tappeto della Asl mostrano che le curve del contagio sono in ascesa sia su Chieti che su Pescara: non ancora abbiamo raggiunto il culmine». Il coronavirus è più aggressivo rispetto alla prima ondata. «A marzo dello scorso anno», conferma Cipollone, «i quarantenni positivi al Covid erano asintomatici, mentre adesso hanno bisogno del ventilatore».
LE SOLUZIONI La Asl sta lavorando per ampliare gli spazi da destinare ai pazienti infetti. «Stiamo facendo delle valutazioni proprio in queste ore», sottolinea il responsabile dell’area Covid. «Ad Atessa sono già pronti 28 posti: ora bisogna implementare il personale medico per gestire malati di una complessità più elevata. Ci stiamo muovendo anche su Chieti per garantire altri posti. Una soluzione la troveremo sempre. Ma è chiaro che si è arrivati a una fase in cui è necessario chiedere un sacrificio alle aree no-Covid dell’ospedale».
IL DOCUMENTO L’ultima relazione settimanale della Asl ha confermato che «il 65% dei nuovi casi è legato alla variante inglese, ceppo ormai dominante sul territorio». Il numero dei contagiati in provincia di Chieti dall’inizio dell’epidemia è salito a 12.291, «con un tasso di incidenza cumulativa pari a 3.208 casi ogni 100.000 abitanti: significa che «il 3,2% della popolazione ha avuto l’infezione». Dall’inizio dell’anno al 21 febbraio, sono stati effettuati 113.827 test antigenici rapidi: insieme ai 57.138 esami molecolari, «fanno 170.965 tamponi somministrati al 45% della popolazione provinciale».