Covid, vaccinazioni nelle case: dicono sì solo 65 medici di base

14 Aprile 2021

Ma la Asl, in vista di una nuova fornitura, convoca il sindacato di settore per ampliare la platea Immunizzato l’80% degli anziani, sabato scorso il record 3.560 dosi. Attivate due équipe mobili

CHIETI. L’80% degli over 80 che si è prenotato sulla piattaforma regionale per la vaccinazione anti-Covid ha già ricevuto la prima dose, percentuale che scende a poco più del 60% se si considera tutti i residenti ultraottantenni della provincia, anche quelli, cioè, che non hanno dato la propria adesione sulla piattaforma regionale. È proprio per raggiungere questi ultimi che la Asl chiede l’aiuto dei medici di base, che però si dicono disponibili solo in 180 su circa 300, e solo 65 sono pronti a fare anche la vaccinazione domiciliare. In attesa delle ingenti quantitativi di vaccino che dovrebbero arrivare nel corso di questa settimana – ma di cui al momento non si sa ancora nulla – la Asl tira un primo bilancio sulla campagna vaccinale anti-Covid. Lo fa nel corso del tavolo "Salus et Spes", la riunione di ieri indetta dal prefetto Armando Forgione con i sindaci di Chieti, Lanciano, Ortona, Atessa, Guardiagrele, Fossacesia, Casalbordino. Il direttore generale Asl Thomas Schael ha sollevato subito il problema del coinvolgimento dei medici di base, con i quali oggi pomeriggio ha un incontro. Ma secondo la Fimmg, il principale sindacato di settore, la stragrande maggioranza dei medici di famiglia è pronta a scendere in campo. Il problema sta nel fatto che tra i medici di famiglia e Asl non c’è accordo sulle modalità della vaccinazione. Nel corso dell’incontro di oggi si cercherà di superare le divergenze. L’obiettivo del piano vaccinale Asl è quello di immunizzare almeno l’85% degli over 60, categoria che raggruppa 120.707 residenti. Al momento, sono state somministrate 78.168 dosi vaccinali (71% prima dose, 29% di richiamo) raggiungendo il 14,7% della popolazione con la prima dose e il 5,9% con la seconda. Il giorno record per la vaccinazione in provincia è stato sabato scorso, quando sono state somministrate 3.560 dosi. «In totale», dice il direttore generale Schael, «hanno ricevuto almeno una dose 20.413 anziani su 25.497 che hanno aderito sulla piattaforma regionale. Restano, quindi, essenzialmente le persone che sono impossibilitate a muoversi, e che dobbiamo raggiungere nel loro domicilio. A tal fine, e per arrivare anche alle comunità più lontane e disagiate abbiamo attivato due équipes mobili». Schiavi d’Abruzzo e Civitaluparella saranno i primi due centri da raggiungere con le unità mobili della Asl. Nel corso della riunione, Schael e il prefetto Forgione hanno lanciato un invito ai sindaci ad attivarsi affinché nei loro Comuni possano farsi parte attiva nel coinvolgimento dei medici di medicina generale. Invito colto al balzo dai sindaci collegati, tra cui quello di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, che ha subito annunciato il 100% della partecipazione dei medici di base del suo comune. Anche il responsabile provinciale Fimmg, Mauro Petrucci, continua a essere sicuro che i medici aderiranno in massa, purché ci sia accordo sulle modalità della vaccinazione, a partire dalla possibilità di utilizzare i punti vaccinali Asl, giudicati più sicuri dei propri ambulatori. Si va avanti, intanto, anche con la vaccinazione dei soggetti fragili. Al momento è stato vaccinato il 30% degli iscritti in piattaforma, in totale 34mila. Infine a partire da lunedì prossimo inizierà anche la vaccinazione delle persone i tra 70 e 79 anni, che si sono registrate sulla piattaforma di Poste italiane. A loro è stato riservato un primo blocco di 30mila posti disponibili fino a fine maggio, ma si proseguirà in contemporanea anche con le altre categorie prioritarie fino a esaurimento delle stesse.