Crac Croce Gialla, Basili e Scaglione assolti dal fallimento

Per i giudici i due ex amministratori non hanno distratto fondi Alla donna 2 anni per omissione dei libri contabili: farà ricorso
LANCIANO. Nessuna bancarotta fraudolenta. Si è chiuso con l’ampia assoluzione dei due imputati, gli ex amministratori Marcello Basili e Fiorella Scaglione, il processo per il presunto crac della Croce gialla. Per il collegio del tribunale di Lanciano i due non hanno distratto fondi, né impoverito la società poi fallita a gennaio 2016.
LA SENTENZACinque anni di udienze, carte, testimonianze e ieri il collegio - presidente il giudice Rosaria Boncompagni, a latere Teresa Pesca e Stefania Cantelmi - ha emesso la sentenza sul processo del fallimento della Croce Gialla che vedeva imputati Marcello Basili, 64 anni, e Fiorella Scaglione, 47 anni, ex amministratori della società. I due sono stati assolti dall'accusa di bancarotta fraudolenta in concorso perché il fatto non sussiste; stessa assoluzione per Basili per la bancarotta documentale e per la truffa. La Scaglione invece è stata condannata a 2 anni di reclusione, pena sospesa, per l'omissione dei libri. Una sentenza che ricalca le richieste del pm Francesco Carusi che già nella sua requisitoria aveva chiesto l'assoluzione piena di Basili e la condanna a un anno e 4 mesi di reclusione per Scaglione solo per l’omissione dei libri contabili.
LE ACCUSESecondo le indagini che hanno portato a processo Basili e Scaglione, amministratori della Croce Gialla -lui fino al marzo 2015 e lei fino al 15 settembre 2015 -, omettevano di tenere i libri contabili e avevano scritture contabili in modo da rendere impossibile la ricostruzione dei movimenti di affari della Croce Gialla, fallita il 13 gennaio 2016, con danni ai creditori. Basili rispondeva di bancarotta anche perché avrebbe ceduto la gestione del “Centro residenziale Santa Maria in Basilico” e la gestione della residenza per anziani “Santa Lucia” alla Basili srl, al prezzo simbolico di 6.946,19 euro. Soldi che avrebbero depauperato il patrimonio societario con distrazione per i creditori. Scaglione, in concorso con Basili, alienava alla cooperativa Croce Gialla il ramo d’azienda per il trasporto sanitario di persone con ambulanze proprie e di terzi al prezzo simbolico di 7.941,67 euro, anche in questo caso determinando un impoverimento del patrimonio societario. Ma, come dimostrato dagli avvocati, Filippo Paolini per Basili e Consuelo Di Martino per Scaglione, le accuse erano infondate perché le cessioni erano frutto di una semplice sottrazione. Erano in pratica la differenza tra il prezzo di acquisto e i debiti che l'acquirente si accollava. Sempre secondo le accuse, inoltre, Basili e Scaglione avrebbero acquistato un immobile della Is.Ri Entrerpraisis Srl per 2.620.000 euro tramite un mutuo in Banca di 3.200.000 euro, ma non ripagandolo, la proprietà dell’immobile retrocedeva alla srl, sottraendolo alla garanzia dei creditori. Tra questi la Edl 3D di G.D.C. che aveva eseguito lavori sull'immobile non pagati interamente: da qui l’accusa di truffa per Basili: assolto anche in questo caso con formula piena.
L’APPELLOL’unica condanna rimasta in piedi è per omissione dei libri contabili per Scaglione ma, come precisato dall’avvocato Di Martino in aula, i libri volutamente la Scaglione non li ha consegnati al suo successore perché considerato “illegittimo” tanto che lei fece anche una denuncia in Procura, dicendo che non lasciava i documenti a una persona estranea alla Croce Gialla. Libri poi consegnati alla curatela fallimentare: «Ci sono anche i verbali a testimonianza di quanto affermato», precisa l’avvocato Di Martino. «Leggeremo quindi le motivazioni tra 90 giorni e proporremo appello per far cadere anche questa ultima accusa», conclude il legale di Scaglione.
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