Crediti fermi da sette anni “ Richiamo” al Comune

16 Luglio 2016

Paglieta, Corte dei conti severa con la giunta su debiti e anticipazioni di tesoreria L’ex sindaco Lalli: «Scaricaciottoli spieghi come sono stati spesi 600mila euro»

PAGLIETA. La Corte dei conti bacchetta l’amministrazione comunale di Paglieta sui conti e la gestione finanziaria dell’ente e richiama “l’attenzione del consiglio comunale sui profili di criticità segnalati affinché provveda all’adozione di idonei interventi”. La relazione della Corte dei conti tramite la Sezione regionale di controllo per l’Abruzzo è datata 14 aprile, ma è stata diffusa solo in questi giorni. Tutto nasce dall’analisi del rendiconto 2013 acquisito dalla Corte nell’ottobre del 2014. I giudici contabili ammettono di non aver rilevato «gravi problematiche e di non aver suggerito misure correttive da adottare», ma allo stesso tempo inanellano una serie di criticità e irregolarità. La più rilevante è quella del ricorso, da parte dell’amministrazione comunale, «ad anticipazioni di tesoreria nel corso del 2013 pari a 600mila euro». «L’ente», spiega l’organo di controllo, «non ha effettuato, in bilancio, la corretta contabilizzazione delle movimentazioni relative all’anticipazione di tesoreria. Tale irregolarità determina, oltre all’inosservanza dei principi contabili di attendibilità, veridicità ed integrità del bilancio, anche violazioni in merito alla gestione e alla verifica dei flussi di cassa».

Ancora: nei conti del Comune è stata riscontrata la «presenza di residui attivi e passivi antecedenti al 2009. Si rileva la presenza di somme iscritte a ruolo al 1° gennaio 2013, provenienti da esercizi ante-2009 pari ad 54.446,41 euro e conservate al 31 dicembre 2013 per 34.568,60 euro». «I residui attivi (ovvero entrate accertate e non ancora riscosse, ndc) molto in là con gli anni», spiega la Corte, «comportano un potenziale rischio per la tenuta degli equilibri di bilancio dell’ente negli esercizi successivi». Ci sono inoltre debiti fuori bilancio, una circostanza che, sottolinea la Camera di consiglio, «è riconducibile alla incapacità di porre in essere una corretta politica di programmazione e gestione finanziaria delle risorse e delle spese e alla possibile sottostima degli stanziamenti di bilancio rispetto alle effettive necessità di spesa». Il Comune ha mancato anche di allegare il rendiconto sulle spese di rappresentanza e non ha verificato gli effettivi fabbisogni di personale.

«Sarebbe corretto, a livello politico», interviene l’ex sindaco Giuseppe Lalli, «che l’amministrazione Scaricaciottoli rendicontasse ai cittadini come sono stati spesi i 600mila euro di anticipo di tesoreria. Mi domando inoltre come sia possibile che ogni anno questa amministrazione abbia dovuto riconoscere dei debiti fuori bilancio».

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