Crepe, altro palazzo sgomberato È al centro della zona a rischio

Ordinanza del sindaco Ferrara: venti inquilini devono lasciare gli appartamenti di via Fontevecchia 9 Nelle cantine del condominio Parva Domus fenditure, travi scrostate, calcinacci e intonaci a terra
CHIETI. Altri 20 inquilini devono lasciare gli appartamenti e trovare una nuova sistemazione. Il sindaco Diego Ferrara firma l'ordinanza di sgombero per un altro palazzo di Santa Maria. Si tratta del condominio Parva Domus, in via Fontevecchia, al civico 9, vicino ai primi due palazzi sgomberati e abbattuti, che ora stanno risorgendo.
ENORMI CREPEA guardarle da fuori i dissesti del Parva Domus non fanno così paura. Ma basta scendere nelle cantine del seminterrato per vedere enormi crepe sulle mura, calcinacci a terra, travi scrostate, interi pezzi di intonaco venuti giù e mattoni a vista. Il livello di ansia e paura si è alzato da tempo tra gli inquilini dei 17 appartamenti, che per circa la metà hanno già lasciato lo stabile. Una ventina di residenti, però, non sa dove andare ed è dunque rimasta fino ad ora nelle proprie abitazioni.
L'ORDINANZA“Tenuto conto del sopralluogo tecnico effettuato in loco in data 21 maggio 2024 finalizzato ad una valutazione speditiva delle condizioni di sicurezza del fabbricato», si legge nell'ordinanza, «richiamata la nota dell'8 marzo 2024 con cui l'Agenzia regionale di Protezione civile ha trasmesso lo studio effettuato dal Dipartimento di ingegneria e geologia della d'Annunzio di Chieti - Pescara, che valida ulteriormente la presenza di una condizione estremamente pericolosa per tutta l'area di Santa Maria perimetrata con la deliberazione della giunta comunale 464 del 26 luglio 2023; considerato che gli approfondimenti e i monitoraggi effettuati evidenziano nel corso degli ultimi mesi un continuo evolversi del trend deformativo in corso nell'area dove è anche ricompreso il condominio Parva Domus; rilevato dalla relazione tecnica di intervento agli atti d'ufficio che: il fabbricato risulta interessato da importanti cedimenti diffusi, dalla perdita di orizzontalità degli orizzontamenti e dalla mancata funzionalità di diversi infissi; che è stata riscontrata una particolare condizione di criticità del pilastro posizionato allo spigolo sud del vano scala caratterizzato da un importante cedimento locale. Sottolineato che: le modalità ordinarie di risoluzione della criticità in corso non possono essere immediatamente attivate e che lo stato di fatto conforma una situazione di contingibilità e urgenza in ragione del movimento franoso che ha carattere di straordinarietà, accidentalità e imprevedibilità. Ritenuto pertanto indifferibile ed urgente per le motivazioni di cui sopra, procedere all'interdizione del fabbricato in oggetto a salvaguardia della incolumità degli occupanti”.
L'AREA A RISCHIO FRANAVia Fontevecchia è da tempo chiusa al transito. Si trova al centro dell'area a rischio frana, che vede a monte via Don Minzoni, a valle viale Gran Sasso e lateralmente via Arenazze. Sulla strada si affacciano, nella parte retrostante, i primi due palazzi sgomberati e abbattuti, il Trinchese e il Panoramico (quest'ultimo solo per metà). Per questi due palazzi è già stata avviata la ricostruzione. Quando l'operazione di ricostruzione è partita non c'era ancora la zona rossa per il dissesto idrogeologico. Adesso, dopo il riconoscimento della zona rossa, gli inquilini di molti dei palazzi sgomberati hanno commissionato uno studio all'ingegner Domenico Merlino per ricostruire i palazzi più a valle, in zona Tricalle. Prima dello sgombero del Parva Domus erano 12 i palazzi evacuati, oltre a due scuole: più di 300 residenti interessati, di cui 137 hanno fatto domanda per il contributo di autonoma sistemazione e 37 sono particolarmente vulnerabili, sia per età che per problemi di disabilità.

