Crisi idrica, sì al prelievo di acqua dal Trigno
Vasto. Dalla Regione via libera all’utilizzo di 175 litri al secondo: vanno al potabilizzatore di San Salvo
VASTO. Il Vastese è sempre più assetato. La Regione, preso atto della grave sofferenza del territorio, ha autorizzato il prelievo dell’acqua dal Fiume Trigno in località Pietrafracida a Lentella. Per circa 40 giorni, saranno prelevati 175 litri al secondo di acqua grezza. È il primo passo per alleviare il disagio di migliaia di famiglie e decine di attività produttive.
La giunta del presidente Marco Marsilio ha dichiarato lo stato di emergenza idrica nell’area del Vastese dell’Ambito Chietino. Nelle motivazioni si parla di «grave carenza idrocompatibile dell’intero comprensorio». L’autorizzazione alla captazione fatta all’ente regionale del servizio idrico, è fino al 31 dicembre 2020. I prelievi dal fiume Trigno, avverranno, come detto, all'altezza della traversa di località Pietrafracida, nel territorio di Lentella. Ottantacinque litri al secondo di acqua grezza, saranno convogliati dall’Ersi nell’impianto del potabilizzazione di San Salvo. Contestualmente l’Arap (Azienda regionale per le attività produttive) fino al l 31 dicembre 2020, è stata autorizzata a prelevare 90 litri al secondo di acqua grezza, per l’approvvigionamento idrico della zona industriale di San Salvo.
Il primo gennaio verrà fatta una nuova valutazione della situazione. È probabile che permanendo le condizioni attuali, i prelievi possano essere prorogati. La Sasi, l’ente che gestisce il sistema idrico nel Chietino, aveva lanciato l’allarme già un anno fa denunciando difficoltà nell’approvvigionamento a causa del prosciugamento delle sorgenti. Il razionamento non è bastato a sanare la situazione. Un’estate e un autunno poco piovosi hanno accresciuto la siccità fino ad arrivare allo stato di emergenza. Oltre ai disagi per la popolazione, va detto che per una industria come Pilkington, l’acqua è essenziale per la produzione e lavorazione del vetro. Purtroppo la sorgente del Verde è ai minimi.
La Sasi sta gestendo da tempo una serie di chiusure notturne per far riempire almeno in parte i serbatoi. La portata minima necessaria è di 1.200 al litri al secondo. E per il 2021 non è previsto nulla di buono. Molto dipenderà dalla piovosità della stagione invernale e da quanta neve cadrà ad alta quota. (p.c.)
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