Cristian e Gino, il caso è chiuso

Morti nello schianto. La Cassazione conferma il patteggiamento dell’imputato
VASTO. Con la sentenza della III Sezione Civile della Cassazione, depositata il 19 gennaio scorso, si è conclusa definitivamente la vicenda giudiziaria relativa alla tragica morte di Nicola Cristian Salvatorelli, all’epoca 31enne, molto conosciuto a Vasto negli ambienti sportivi e del volontariato, e del suo compagno di viaggio, Gino Zocco, 29 anni.
Nove anni fa Salvatorelli, alla guida della sua auto, rimase vittima di un tragico incidente stradale avvenuto sulla provinciale Istonia, la strada che dal centro di Vasto conduce alla Marina. Sulla sua auto, una utilitaria, piombò C.M., di San Salvo, alla guida di una vettura di grossa cilindrata. La velocità fece rimbalzare all’indietro l’utilitaria di Salvatorelli di circa 20 metri, nonostante il tratto fosse in salita. Il terribile urto provocò la morte del giovane atleta e del suo amico. L’incidente mortale è stato prima oggetto di accertamento penale contro C.M.: il processo si è concluso con una sentenza di patteggiamento, confermata in Cassazione. Successivamente la famiglia di Salvatorelli, assistita dall’avvocato Fabio Giangiacomo, e quella di Zocco, rappresentata dall’avvocato Filippo Di Risio, hanno promosso un’azione civile per il risarcimento.
Una battaglia affatto facile. Molto si è discusso di un eventuale concorso di colpa del giovane conducente vastese. «Fondamentale è stato l’apporto dei carabinieri che hanno contribuito alla ricostruzione della dinamica del sinistro e molto importante il senso civico di R.R., testimone oculare dei fatti. Il loro contributo ha permesso di superare ogni dubbio sull’eventuale concorso delle vittime in tutte le sedi di giudizio», sottolinea il legale Giangiacomo. (p.c.)
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