Cristini: il tartufo abruzzese diventi doc

24 Novembre 2014

GUARDIAGRELE. L'associazione tartufai della Maiella torna a parlare dei problemi legati al tartufo abruzzese, evidenziando l'assoluta necessità di arrivare al più presto all'istituzione di un...

GUARDIAGRELE. L'associazione tartufai della Maiella torna a parlare dei problemi legati al tartufo abruzzese, evidenziando l'assoluta necessità di arrivare al più presto all'istituzione di un regolamento per determinare la sua tracciabilità. «Recentemente», afferma il presidente del sodalizio Ettore Cristini, «alla presenza del presidente della terza commissione agricoltura della Regione Lorenzo Berardinetti, ci siamo incontrati con i rappresentanti delle altre associazioni di tartufai della provincia di Chieti e della Val Pescara, per parlare della situazione della tartificultura in Abruzzo ed unitariamente abbiamo ribadito l' esigenza di arrivare subito alla tracciabilità di questo prodotto che, per secoli ignorato, assumerebbe finalmente una sua valenza». Cristini, ricorda quindi che l'Abruzzo attualmente è tra le maggiori regioni produttrici di tartufo, dal bianco all'estivo, all'uncinato, fino al pregiato, in tutte le sue varianti. «Il cliente finale», osserva Cristini, «deve però avere la possibilità di riconoscere il nostro tartufo, un prodotto di alta qualità, che non ha nulla a che spartire con i tartufi importati da Cina, Romania o altri Paesi. Cristini, evidenzia inoltre, come tutto questo, andrebbe inoltre a vantaggio dei cavatori che oggi sono in balia di commercianti, privi di scrupolo e interessati unicamente al loro guadagno».(g.i.)

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