Croce Gialla, c’è la bancarotta fraudolenta

Chiuse le indagini preliminari sul fallimento della società di assistenza. Indagati Basili, Scaglione, Perna e Picciotti
LANCIANO. Per il fallimento della Croce Gialla srl di Lanciano adesso è il momento della bancarotta fraudolenta. Il pubblico ministero del tribunale frentano, Gennaro Varone, ha chiuso le indagini sul vertice della società che vede quattro indagati: Marcello Basili, ex amministratore, di Lanciano; Fiorella Scaglione, ex amministratrice, di Lanciano; Alessandro Perna, anche lui ex amministratore, di Pescara; Marco Picciotti, imprenditore, di Altino. I quattro hanno avuto nei giorni scorsi i classici 20 giorni di tempo per presentare eventuali memorie difensive o per chiedere di essere ascoltati prima dell’eventiuale richiesta di rinvio a giudizio.
Insomma, ha preso una piega inaspettata quella della Croce Gialla, sodalizio nato nel 1987 dall’iniziativa di un gruppo di persone che con spirito di iniziativa e forti motivazioni solidaristiche hanno messo a disposizione forze e disponibilità al servizio del prossimo con l’obiettivo di intervenire nel settore dell’emergenza e del trasporto infermi, all’epoca carente. I soci fondatori, tutti provenienti da attività di volontariato nel campo del soccorso sanitario, avevano individuato così la necessità di colmare un vuoto nel territorio.
Secondo le accuse mosse dal pm Varone, Basili, Scaglione e Perna, nella loro qualifica di amministratori della Croce Gialla, omettevano di tenere i libri contabili obbligatori e tenevano le scritture contabili in modo da rendere impossibile la ricostruzione dei movimenti di affari della società, in pregiudizio delle ragioni dei creditori (in particolare in riferimento all’impossibilità di individuare la destinazione del prezzo delle cessioni, vendita e retrocessione e alla impossibilità di una puntuale ricostruzione delle operazioni dissimulate). Basili, Scaglione e Picciotti, poi, sono anche accusati perché: Basili avrebbe trasferito un ramo d’azienda - la gestione del Centro residenziale Santa Maria in Basilico e la gestione della residenza per anziani “Santa Lucia” alla Basili srl, società con quote paritarie di partecipazione intestate ai figli, Paola e Francesco, al prezzo simbolico di 6.946,19 euro, determinando così il depauperamento del patrimonio societario con distrazione per i creditori; la Scaglione, in concorso con Basili, alienava alla Croce Cooperativa Croce Gialla arl il ramo d’azienda sul trasporto sanitario di persone con ambulanze proprie e di terzi al prezzo simbolico di 7.941,67 euro, determinando anche in questo caso un impoverimento del patrimonio societario e una distrazione per i creditori. Sempre secondo le accuse, inoltre, Basili, Scaglione e Picciotti simulavano -in relazione all’acquisto dell’immobile deella Is.Ri Entrerpraisis Srl (società controllata dalla Cogepi Srl di cui era amministratore Picciotti) per il prezzo di 2.620.000 euro oltre Iva (acquisto cui accedeva l’erogazione di un mutuo fondiario dalla Banca Prossima Spa di 3.200.000 euro, una risoluzione per adempimento - nonostante l’attestato pagamento del prezzo di 2 milioni di euro - all’esito della quale la proprietà dell’immobile in questione retrocedeva alla Is.Ri Enterpraisis Srl, e di fatto alla Cogepi Srl che ne era già locataria, sottraendolo così alla garanzia dei creditori e, in particolare, della Edl 3D di Giuseppe Ciano (parte offesa) che aveva eseguito lavori per 193.090,53 euro, rimasto non pagato.
Basili è anche accusato di truffa per lavori commissionati alla Edil 3D Srl.
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