Crolla il controsoffitto della Chirurgia

Il cedimento in una delle stanze con un ricoverato rimasto ferito a un labbro. Chiusi il reparto e anche il Nido che sta sopra
VASTO. Crolla il soffitto di una stanza del reparto di Chirurgia. Il San Pio, dopo aver perso medici e reparti, ora perde letteralmente pezzi. L’incidente è avvenuto poco dopo le 16. Nella stanza, al terzo piano dell’edificio, c’era un solo paziente, figlio di un amministratore comunale del Vastese, ferito a un labbro da una scheggia. Fra il letto e l’area del crollo diversi carrelli. Il paziente, in attesa di un intervento chirurgico rimandato da giorni per mancanza di anestesisti, ha dato l’allarme agli operatori sanitari. Al loro arrivo i calcinacci erano sparsi sul pavimento, la stanza era invasa dalla polvere e il soffitto raccontava l’accaduto. Parte delle lastre era ancora attaccata all’intelaiatura e penzolante.
Ora si indaga sulle cause dell’incidente. Una delle prime ipotesi è stata quella delle infiltrazioni di acqua piovana (sopra la stanza c'è un balcone), ma i vigili del fuoco non hanno trovato tracce di umidità. Il danno non è grave, ma racconta la poca attenzione riservata a un ospedale che da tempo è finito nel dimenticatoio della Asl e della Regione. Per motivi di sicurezza è stato svuotato il Nido che si trova sopra la stanza mentre il reparto di Chirurgia è stato chiuso. A Vasto è arrivato da Chieti un perito dei vigili del fuoco per un’accurata analisi. Sul posto con i soccorritori la dottoressa Francesca Tana della direzione ospedaliera che ha richiesto l'arrivo del direttore sanitario aziendale Angelo Muraglia. Poco dopo è arrivato anche il sindaco, Francesco Menna, che ha voluto rendersi conto personalmente di cosa fosse accaduto. «Attendo», ha detto Menna, «l’esito del sopralluogo dell’ingegnere dei vigili del fuoco incaricato di fare la perizie. Nel frattempo avvierò un’interlocuzione con Asl e Regione».
Duro l’intervento di Giuseppe Tagliente, del Comitato in difesa del San Pio. «Questo è il risultato di atteggiamenti schizofrenici. Ci si preoccupa di un reparto ma nessuno si accorge delle condizioni generali del San Pio. Sei reparti non hanno un primario. La Asl continua a fare avvisi pubblici per assunzioni a staff e lascia scoperti i primariati. Mancano gli infermieri. Manca in chi governa una visione d’insieme». Angela Pennetta, del comitato L'Arcobaleno chiede un colpo di reni della politica locale. «Quello che è accaduto è un disastro annunciato», dice la Pennetta, «il crollo racconta la scarsa manutenzione. Un fatto gravissimo». Tanta la paura fra i degenti degli altri reparti. «La sensazione», ha detto uno di loro, «è che questo ospedale non interessi più a nessuno e ci si voglia disfare di lui. Ormai per un intervento chirurgico dobbiamo andare fuori città. È un fatto tristissimo e ingiusto».
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