Crolla il ponte sul fiume Sangro: «Mai ascoltato il nostro allarme»

Il Guastacconcio, già a rischio e chiuso al traffico due mesi fa dalla Provincia, cede all’improvviso Il sindaco: «Sono tre anni che chiedo interventi urgenti». Menna: «Pensiamo a ricostruirlo subito»
PAGLIETA . È crollato poco dopo le 9 il ponte di Guastacconcio che collega le due sponde del Sangro. Alla fine, ciò che era prevedibile si è verificato. Il ponte era già chiuso al traffico, con un provvedimento della Provincia di Chieti, su segnalazione del sindaco di Paglieta Ernesto Graziani, per un cedimento strutturale in seguito ad alcuni eventi meteorologici che hanno ulteriormente compromesso lo stato del manufatto. Il sindaco punta il dito anche contro la Soprintendenza. Secondo i rilevamenti dei tecnici si era registrato un abbassamento dell’infrastruttura, in corrispondenza di una pila, dell’ordine di 3-4 millimetri.
Il nome evoca distruzioni e ricostruzioni: il ponte, costruito ai primi del Novecento era stato danneggiato durante la seconda guerra mondiale e poi ricostruito nell’immediato dopoguerra. È stato uno snodo fondamentale della rete viaria della Val di Sangro, dopo anni in cui era stato transitabile a singhiozzo a causa delle lesioni strutturali, conseguenza delle piene del fiume Sangro, dall’abbassamento del letto fluviale per i prelievi di materiali, dall’usura dovuta al passaggio dei mezzi pesanti. Il cavalcavia versava in condizioni di criticità e, dal 6 dicembre 2021, era stato interdetto al traffico dal dirigente della Provincia Nicola Pasquini. Il sindaco Graziani più volte ha sollecitato l’avvio della ricostruzione del ponte. L’aveva fatto anche il 20 gennaio scorso, in una riunione alla quale avevano partecipato anche alcuni imprenditori locali. Il 25 febbraio era previsto un secondo incontro ma il crollo è arrivato prima. Così del “Guastacconcio” restano solo macerie. «Sono tre anni, dal mio insediamento, che lancio allarmi», afferma Graziani. «Per poter ricostruire l’infrastruttura è necessario ottenere i pareri entro 24 ore. Guastacconcio era un ponte vincolato dalla Soprintendenza, che ne aveva imposto la sua riparazione e non la totale ricostruzione. Quando ci sono troppi soggetti a prendere le decisioni capita spesso che ci sia un allungamento dei tempi d’intervento».
«L’interdizione al traffico disposta nelle scorse settimane ha evitato il peggio in termini di danni alle persone», sostiene il presidente della Provincia Francesco Menna. «Le risorse necessarie per intervenire sono state già individuate e daremo avvio in maniera tempestiva ai lavori».
Per Legambiente si tratta di un crollo annunciato: «Avevamo inserito il Guastacconcio già nel 2018 nel dossier “Sos Infrastrutture Sicure” che accendeva i riflettori sulle infrastrutture a rischio in tutta Italia. Nonostante i ripetuti allarmi e le preoccupazioni da parte dei cittadini», afferma Rebecca Virtù della segreteria di Legambiente Abruzzo, «non c’è stato un intervento rapido ed efficace. Ora è necessario farlo, senza perdere altro tempo. prima di tutto togliere le macerie per evitare il rischio esondazione. Poi pensare a una ricostruzione che sia sostenibile per il fragile equilibrio dell’ecosistema fluviale del Sangro».
«Continuiamo a puntare sulle “grandi opere” ma il nostro Paese», sostiene Luzio Nelli, uno storico esponente dell’associazione in Val di Sangro, «ha bisogno che venga fatta manutenzione sulle infrastrutture».
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