Crollo del Trabocco Turchino La Procura dissequestra gli atti

4 Febbraio 2015

La documentazione restituita all'amministrazione comunale di San Vito Chietino che deve usarla per richiedere i finanziamenti per la ricostruzione della struttura

LANCIANO. Il procuratore di Lanciano, Francesco Menditto, ha disposto il dissequestro degli atti acquisiti nell'ambito dell'inchiesta sul crollo del trabocco Turchino, avvenuto a San Vito Chietino (Chieti) il 26 luglio 2014. Il dissequestro era stato chiesto dal legale difensore del sindaco per evitare la perdita dei finanziamenti regionali - 75mila euro quali Fondi Europei per la pesca - poiché tra una settimana scadono i 90 giorni imposti dalla Regione Abruzzo per l'affidamento dei lavori di ricostruzione della struttura, pena la decadenza del contributo. La documentazione di indagine era stata acquisita in Comune lo scorso 17 dicembre con contestuale consegna al sindaco di San Vito Chietino, Rocco Catenaro, dell'avviso di garanzia per presunto reato ambientale, legato alla distruzione o alterazione di bellezze naturali soggette a speciale protezione, oltre al presunto reato dell'obbligo giuridico di impedire l'evento, equivalente ad averlo cagionato in presenza di eventuali omissioni. «Abbiamo provveduto al taglio dei tronchi di acacia - spiega il sindaco - necessari alla ricostruzione del Turchino e superato ostacoli burocratici non indifferenti. Speriamo di poter dare l'avvio ai lavori il più presto possibile». L'amministrazione comunale, come previsto dalle condizioni di finanziamento, dovrà contribuire all'operazione con una somma di pari importo che verrà reperita attraverso idoneo mutuo, non essendo possibile reperire risorse disponibili nel bilancio comunale.