Crollo torre, strada chiusa È protesta tra i residenti

27 Febbraio 2019

Guardiagrele. Via Urbino inaccessibile da 2 mesi dopo i danni causati dal fulmine Odorisio (Lega) attacca: «Troppi disagi per i cittadini, l’arteria va riaperta subito»

GUARDIAGRELE. A distanza di quasi due mesi, resta ancora impercorribile al traffico via Paolo Urbino, nella parte finale che collega con la salita del Torrione. La strada, infatti, chiusa per ragioni di sicurezza lo scorso 2 gennaio, dopo il distacco di una parte della sommità della torretta dell’acqua, provocato dalla caduta di un fulmine, è ancora transennata e per la sua riapertura si aspetta la sistemazione della parte danneggiata della struttura.
La chiusura dell’arteria continua, intanto, a procurare notevoli disagi agli automobilisti e, in particolar modo, ai residenti costretti a fare quotidianamente dei giri lunghissimi per rientrare nelle loro abitazioni. «È veramente una vergogna», spiega la locale coordinatrice della Lega Evelina Odorisio, «constatare che il Comune che è il proprietario dell’immobile, e la Sasi che lo gestisce, al di la del solito rimbalzo di competenze, non abbiano ancora provveduto alla sistemazione della parte danneggiata. Dopo l’intervento dei vigili del fuoco, avvenuto tempestivamente il giorno successivo il crollo, con il quale furono rimossi tutti gli elementi pericolanti», osserva Odorisio, «si pensava che nel giro di pochi giorni la struttura sarebbe stata messa in sicurezza e la circolazione stradale riaperta, invece, tutto è rimasto come al primo giorno e a pagarne le conseguenze sono come sempre i cittadini».
L’esponente leghista invita, dunque, l'amministrazione comunale ad attivarsi al più presto per procedere ai lavori di sistemazione della struttura e alla conseguente riapertura della strada. «Questa situazione di immobilismo e indifferenza», sottolinea Odorisio, «è veramente sconcertante. Come si può lasciare una strada del centro storico per tanto tempo chiusa procurando disagi alla gente, senza muovere un dito ? È inaccettabile una cosa del genere».
«Dovrebbero ricordarsi», conclude Odorisio, «che i diritti base e fondamentali dei cittadini vanno sempre rispettati».
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