Cuccitto, il barbiere di Chieti che lavora a 87 anni

20 Dicembre 2015

I personaggi della teatinità. Mario Ferrari è il mago di barbe e capelli: "Ma quale pensione. La mia vita è in negozio, qui farò la mia camera ardente"

CHIETI. Se per presentare l'odierno personaggio della teatinità avessi scelto di scrivere Mario Ferrari sono certo che non sarebbero molti quelli capaci di identificarlo. Ma se invece parlo di Cuccitto i più capiscono che si tratta del barbiere che ad ottantasei anni ancora lavora nel suo esercizio di via Principessa di Piemonte.

Per 90 anni esatti, dal 1909 al 1999, il suo salone si trovava in Piazza Trinità. E' lì che Mario all'età di sette anni, sotto la guida del nonno Nicola e del padre Francesco, ha iniziato il suo lavoro. Nell'angolo della Trinità, come ora nel locale di via Principessa di Piemonte, Mario ha gestito qualcosa di più di un normale esercizio: certo, ci si va per farsi tagliare capelli e barba, ma anche per passare un po' di tempo in assoluta serenità, tra sorrisi e battute, fino a trasformare quel luogo in vero e proprio salotto. E lui, Cuccitto, è in ogni momento al centro dell'attenzione, la battuta sempre pronta, mentre serve un cliente dopo l'altro.

Ma perché quel soprannome appartiene da sempre alla sua famiglia? «Perché noi Ferrari abbiamo un cervello fino, se così non fosse ci avrebbero chiamato la famiglia Coccione, non Cuccitto», mi ha spiegato una volta Mario. Recentemente è stato messo fuori causa da una scivolata e una brutta caduta nella sua abitazione. Sembrava un addio alla professione e dal suo salone è restato assente per diversi giorni, ma alla fine è tornato ed ha ripreso a servire i suoi clienti, scusandosi per l'assenza. Perché continua a lavorare? Se glielo chiedi di risponde che la sua vita è tutta in quello spazio: «Ed è nel mio negozio» mi ha rivelato «che ho dato disposizioni di allestire, quando sarà, la mia camera ardente».

Ovviamente il più tardi possibile, perché, assicura, e lo dimostra, oggi è in piena forma ed è perfettamente in grado di servire i suoi tanti e affezionati clienti. Non è però bravo, anzi «bravissimo» direbbe subito lui, con pettine, forbice, pennello e rasoio, perché Cuccitto usa benissimo anche altri pennelli, che intinge non nel sapone, ma nei colori per dar vita ai suoi quadri "da vero naif" che raccontano le sue emozioni e le sue visioni del mondo che lo circonda affidandosi solo al suo estro e alla sua sensibilità, senza seguire alcun scuola o dettami tecnici. Negli anni ha partecipato a diverse mostre ed ha avuto la grande soddisfazione di ricevere un premio in quel Luzzara, in provincia di Reggio Emilia, dove, nel nome di Cesare Zavattini si svolge una manifestazione nazionale riservata ai pittori naif. Mario Ferrari è anche appassionatissimo di erbe e radici con le quali, in rispetto della antichissima tradizione del "cerusici" prepara lozioni ed unguenti che mette a disposizione di chi ha qualche problema fisico da risolvere. Dunque è anche guaritore?

«Assolutamente no» mi disse quando glie ne parlai «utilizzo quel che la natura offre per fare del bene, come mi hanno insegnato». Da chi ha avuto questi insegnamenti e quali erbe e radici usa restano un mistero che Mario custodisce. Si limita solo a indicare i tanti che hanno ottenuto benefici dall'uso di quei suoi preparati, per i quali non ha mai chiesto un soldo, e tra i suoi clienti trovi subito chi conferma che «davvero fa del bene».