Cuccurullo contro Di Ilio Partita la causa da 5 milioni

CHIETI. Novanta giorni di tempo per decidere sul decreto ingiuntivo da 5 milioni di euro avanzato dalla Fondazione universitaria nei confronti dell’ateneo “d’Annunzio”. Il giudice Nicola Valletta ha...
CHIETI. Novanta giorni di tempo per decidere sul decreto ingiuntivo da 5 milioni di euro avanzato dalla Fondazione universitaria nei confronti dell’ateneo “d’Annunzio”. Il giudice Nicola Valletta ha stabilito nell’udienza di ieri che entro questo lasso di tempo farà sapere se, e in quale quantità, e con quali modalità, l’ateneo dovrà dare alla fondazione i soldi richiesti. Il giudice dovrà esprimersi sia sul rito da adottare che sulla data della sentenza. Nel frattempo è gelo a distanza tra i vertici delle due istituzioni culturali sorelle. In una vicenda che non manca di avere aspetti paradossali, con l’università che cita se stessa in tribunale, la coppia che per tanti anni ha guidato assieme l’istituzione culturale ora si ritrova divisa dalla carta da bollo: uno contro l’altro, da una parte il rettore della “d’Annunzio”, Carmine Di Ilio, dall’altra l’ex rettore, ora presidente della fondazione, Franco Cuccurullo. In attesa che il giudice dia il proprio responso, ora si aspetta la contromossa di Di Ilio. Il rettore potrebbe sfiduciare Cuccurullo e ritirargli l’incarico al vertice della Fondazione. L’incarico è di natura fiduciaria, una fiducia che si può considerare abbondantemente venuta meno con la richiesta dei 5 milioni. C’è un parere, redatto dal professor Stefano Civitarese, membro del cda dannunziano, che attesta formalmente questo aspetto. E dunque Di Ilio, se volesse, potrebbe prendere carta e penna ed estromettere il suo predecessore. In casa Fondazione il rischio non è solo quello di perdere la propria guida, ma anche quello, molto più ampio, di perdere il proprio ruolo. La Fondazione si sente vittima di un modus operandi mai visto dal 2003, anno della propria nascita, ad oggi. Si è passati da delibere ufficiali in cui l’ateneo si vantava dei soldi risparmiati grazie al suo operato, al toglierle mano a mano incarichi e competenze. Di qui la drastica decisione del decreto ingiuntivo. (a.i.)
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