Cucina chiusa in ospedale Il comitato sfida la Asl

Vasto. Il manager dell’azienda sanitaria annuncia che l’impianto non riaprirà più Pennetta (Arcobaleno): prepariamo i cibi in una tenda montata davanti al San Pio
VASTO . A distanza di una settimana ormai dalla chiusura della cucina dell’ospedale San Pio, il problema resta irrisolto. Anzi: il direttore generale della Asl, Thomas Schael, ha annunciato sul web che quella cucina non riaprirà più. Il sindaco Francesco Menna non è riuscito a trovare una soluzione alternativa. I carabinieri del Nas, nel frattempo, avrebbero consegnato un rapporto in Procura sulle condizioni della cucina chiusa dopo una ispezione in cui è stata trovata con carenze igieniche. Il comitato civico L’Arcobaleno, vista la situazione, ha chiesto al direttore Schael , al governatore della Regione, Marco Marsilio e all'assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, di procedere, come previsto dalla legge, all’esecuzione immediata delle prescrizioni dei Nas. «Una volta sanate le irregolarità che non costano affatto 500mila euro», dice l’avvocato Angela Pennetta, coordinatrice del’Arcobaleno, «la cucina del San Pio va riaperta. In alternativa», propone la Pennetta, «se il direttore aziendale ce lo consente, chiamiamo la Croce Rossa o la Protezione civile e facciamo montare una cucina da campo davanti al San Pio».
Il comitato L'Arcobaleno sarà in piazza Diomede domani sera, dalle 17 alle 20, per dare vita a una petizione popolare in favore del San Pio.
Sulla vicenda è tornato ieri anche l’ex assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci. «È inaccettabile», sostiene, «che il direttore dichiari a mezzo social, quasi piccato, che all’ospedale di Vasto non si cucinerà mai più e che non ha intenzione di ristrutturare la cucina. Non siamo a Fontamara né accettiamo lezioni gratuite di nessuna natura. È necessaria una risposta immediata per tornare a garantire le condizioni igieniche per l’erogazione del servizio essenziale di somministrazione di cibo e bevande. La giunta regionale ha disposto un finanziamento di 1 milione di euro per un festival di cartoni animati. Non può in alcun modo sostenere che 500.000 euro per la cucina dell’ospedale di Vasto siano un problema».
Anche Pietro Smargiassi, consigliere regionale M5S, è intervenuto sulla vicenda. «È inaccettabile che un direttore generale addossi le colpe per la chiusura della cucina di un ospedale a chi ha chiesto i controlli, ammesso che siano partiti da una segnalazione e non da ordinarie ispezioni, invece che programmare interventi per soluzioni definitive. Se però Schael preferisce continuare a cercare colpevoli, allora farebbe bene a prendersela innanzitutto con sé stesso, avendo evidentemente troppo a lungo ignorato la situazione che si viveva al San Pio». (p.c.)
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